Trattori fermi nei campi e imprenditori in piazza. Oggi, venerdì 23 ottobre, alle 10, agricoltori, allevatori e pescatori delle sette province venete si ritrovano a Venezia, sotto Palazzo Grandi Stazioni, per chiedere alla Regione interventi straordinari contro il caro gasolio e l’aumento dei costi di produzione. La manifestazione è promossa da Coldiretti Veneto, con un corteo che parte dal piazzale della stazione di Santa Lucia. Alla mobilitazione partecipano anche gli agricoltori padovani, mentre Cia Padova ha scritto direttamente al presidente della Regione e all’assessore all’Agricoltura.
Cosa chiedono gli agricoltori alla Regione
Il presidente di Coldiretti Veneto, Carlo Salvan, ha spiegato che al centro della protesta c’è la richiesta di stanziare risorse regionali straordinarie che si traducano in uno sconto sul gasolio agricolo, per alleggerire il peso dei rincari sui bilanci aziendali, insieme a un sistema di credito agevolato per sostenere la liquidità delle imprese. La mobilitazione, ha sottolineato l’associazione, intende tutelare il reddito degli imprenditori ma anche la salute e la sicurezza alimentare dei cittadini. Da Treviso è prevista la partecipazione di circa 200 imprenditori, guidati dal presidente provinciale Giorgio Polegato, e dal Veronese è attesa una folta delegazione. L’assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond partecipa alla manifestazione.
Padova: la lettera di Cia e i numeri della crisi
Cia Padova ha inviato nella mattinata del 22 ottobre una lettera al presidente Alberto Stefani e all’assessore Bond, chiedendo l’attivazione di due misure ad hoc: un contributo straordinario per l’acquisto del gasolio agricolo e agevolazioni sui prestiti. L’associazione segnala rincari del 40% sul carburante agricolo, aumenti dei fertilizzanti e danni della siccità stimati in almeno 50 milioni di euro nella provincia. Un quadro che spinge molte imprese a lavorare con margini ridotti o in perdita, con il rischio di compromettere le semine e i cicli produttivi della prossima stagione.
Il contesto: siccità e portate dei fiumi
I costi energetici si sommano alla scarsità d’acqua. Secondo i dati diffusi dal Consorzio LEB sulla stagione irrigua appena conclusa, le portate dei principali fiumi veneti sono risultate molto inferiori alla media storica: -69% per il Bacchiglione, -57% per l’Adige, -43% per il Po, -42% per il Livenza e -28% per il Brenta. Le piogge intense di questa settimana, concentrate in poche ore, non bastano a ricostituire le riserve e possono addirittura creare problemi su terreni asciutti.
Anche il mare è in difficoltà: i pescatori di Chioggia
Il caro gasolio colpisce con forza anche la pesca. A Chioggia i lavoratori segnalano stipendi sotto pressione, assenza di tutele e ritardi nell’indennità di fermo pesca, in un comparto che dipende in larga parte dal carburante per uscire in mare. Alla manifestazione di Venezia partecipano per questo anche gli operatori della pesca.
Il quadro nazionale: aiuti al trasporto, agricoltura in attesa
Nei giorni scorsi il governo ha annunciato lo sblocco di 480 milioni di euro di crediti d’imposta per l’autotrasporto, con ulteriori risorse in arrivo, ma il settore primario chiede interventi dedicati. Esponenti politici come il senatore Antonio De Poli hanno sostenuto che agricoltura e autotrasporto non possano essere lasciati soli. Spetta ora alla Regione valutare se e come intervenire con risorse proprie, in un momento in cui il bilancio è sotto la lente delle forze politiche.
Cosa succede ai prezzi e ai consumatori
Se i costi di produzione restano alti e le aziende non reggono, il rischio è un calo dell’offerta o un trasferimento dei rincari sui prezzi degli alimenti, già sotto pressione per le difficoltà della logistica. Per questo le organizzazioni agricole presentano la protesta come una battaglia che riguarda anche la sicurezza alimentare e il reddito delle famiglie, oltre a quello delle imprese.
Dopo la manifestazione di Venezia, l’attenzione si sposta sulla risposta della Giunta regionale: un’eventuale misura straordinaria sul gasolio agricolo, le modalità del credito agevolato e i tempi di erogazione. Per le imprese padovane, la finestra decisiva è quella dei prossimi mesi, quando si definiscono i piani colturali e gli investimenti dell’anno.






















