Il turismo si conferma uno dei settori centrali dell’economia italiana e il Governo Meloni rivendica i risultati raggiunti negli ultimi quattro anni, sottolineando il peso degli investimenti pubblici, la crescita dei flussi turistici e le misure a sostegno delle imprese e dei lavoratori. A fare il punto è il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, che presenta un bilancio caratterizzato da numeri significativi, interventi per la riqualificazione dell’offerta e iniziative dedicate alla digitalizzazione e alla competitività internazionale.
Secondo i dati diffusi dal Ministero del Turismo, le risorse stanziate per il comparto superano i 4 miliardi di euro. L’obiettivo dichiarato è sostenere la filiera, migliorare la qualità dei servizi e favorire una crescita capace di coinvolgere territori, imprese e occupazione.
Turismo, i numeri rivendicati dal Governo: 535,5 milioni di presenze nel 2025
Nel bilancio presentato dal Ministero, il 2025 avrebbe segnato un massimo storico per il turismo italiano, con 160,7 milioni di arrivi e 535,5 milioni di presenze. Per i primi nove mesi del 2026 vengono indicate 523,7 milioni di presenze.
Il confronto con il 2019, anno precedente alla pandemia, evidenzierebbe inoltre un incremento di 29,4 milioni di arrivi e 98,7 milioni di presenze. Si tratta di indicatori importanti per valutare l’evoluzione del settore, anche se per confrontare correttamente i risultati italiani con quelli di Francia e Spagna è necessario utilizzare periodi omogenei e statistiche armonizzate.
Il Ministero richiama anche il contributo economico dei visitatori stranieri: la spesa turistica internazionale avrebbe raggiunto i 57 miliardi di euro, con un saldo positivo di 22,7 miliardi.
Nel quadro presentato dal Governo, il turismo rappresenta circa il 13% del prodotto interno lordo considerando gli effetti diretti e indiretti e sostiene oltre 3,3 milioni di occupati. Numeri che ne evidenziano il peso per l’economia nazionale, insieme alla rilevanza per commercio, trasporti, ristorazione, cultura e servizi.
Oltre 4 miliardi di euro per imprese, territori e qualità dell’offerta
Una parte rilevante della strategia governativa è stata indirizzata al sostegno delle imprese e alla valorizzazione delle destinazioni italiane. Il Piano strategico del turismo 2023-2027 punta, secondo il Ministero, su qualità, destagionalizzazione e diversificazione dell’offerta, con l’intento di distribuire i flussi durante l’anno e ampliare le opportunità per territori meno interessati dal turismo di massa.
Oltre 700 milioni di euro sarebbero stati destinati a interventi riguardanti montagna, siti UNESCO, cammini, borghi e sostenibilità.
L’approccio mira a rafforzare un modello turistico che non si limiti alle principali città d’arte e alle destinazioni balneari, ma coinvolga anche aree interne, piccoli centri e località con potenzialità ancora da sviluppare.
Turismo all’aria aperta: finanziamenti per Comuni e aree di sosta
Tra gli interventi citati dal Ministero figurano quelli a favore del turismo all’aria aperta e delle infrastrutture dedicate ai viaggiatori in camper.
Il bilancio diffuso dall’amministrazione indica 152 progetti finanziati in 169 Comuni, con la realizzazione o riqualificazione di 4.375 stalli. Per il Fondo destinato ai piccoli Comuni viene indicato un ritorno economico di 3,07 euro per ogni euro pubblico investito.
Per gli interventi sulle aree di sosta, il Ministero segnala invece 25,76 milioni di euro di risorse e un impatto economico complessivo stimato in 373,8 milioni, associato a 152 progetti, 170 Comuni e oltre 4.450 piazzole.
Questi indicatori intendono evidenziare l’effetto potenziale degli investimenti sul tessuto economico locale. Per valutarne pienamente l’impatto occorre distinguere tra risorse effettivamente spese, investimenti attivati e benefici economici stimati, verificando le metodologie utilizzate nei calcoli.
Lavoro turistico: bonus, detassazione delle mance e alloggi per il personale
Il tema dell’occupazione rappresenta un altro asse della strategia descritta dal Governo. Tra le misure ricordate figurano il trattamento integrativo speciale del 15% per il lavoro notturno e festivo, nei limiti e alle condizioni previste dalla normativa, e la tassazione agevolata al 5% delle mance, secondo i requisiti stabiliti dalla legge.
Il Ministero richiama inoltre il finanziamento di 120 milioni di euro per le cosiddette staff house, strutture destinate ad accogliere i lavoratori del settore.
La disponibilità di alloggi a costi sostenibili è una questione particolarmente rilevante nelle località turistiche, dove la pressione della domanda abitativa può rendere difficile reperire personale, soprattutto durante l’alta stagione.
Nel bilancio del Governo rientra anche la riforma delle guide turistiche, presentata come il completamento di un percorso atteso da circa quindici anni. L’obiettivo è rafforzare la qualificazione professionale e la qualità dei servizi offerti ai visitatori.
Italia.it e Tourism Digital Hub: la spinta alla digitalizzazione
La trasformazione digitale è un altro capitolo degli interventi del Ministero. Il portale Italia.it e il Tourism Digital Hub sono stati sviluppati per migliorare la promozione delle destinazioni, rendere più accessibili le informazioni e favorire il collegamento tra operatori e potenziali visitatori.
Secondo i dati ministeriali, il sistema ha coinvolto oltre 38 mila operatori, raccogliendo più di 50 mila contenuti e 30 mila offerte turistiche.
Parallelamente, la Banca dati delle strutture ricettive e il Codice identificativo nazionale, il CIN, sono stati introdotti per rafforzare la trasparenza del mercato e contrastare le irregolarità nel settore degli affitti turistici e delle strutture ricettive.
Il bilancio diffuso indica 735 mila strutture registrate e 667 mila codici identificativi rilasciati. Per interpretare correttamente questi numeri è importante considerare che registrazioni e codici rilasciati non coincidono necessariamente con il numero delle strutture effettivamente operative e pienamente conformi a tutti gli obblighi previsti.
Competitività internazionale e promozione del sistema Italia
Il Ministero attribuisce rilievo anche al posizionamento internazionale del Paese, citando la spesa tax free dei visitatori extra-UE, la tutela dei consumatori e delle imprese e il contrasto alle recensioni false.
Tra gli appuntamenti internazionali ospitati dall’Italia vengono ricordati il primo G7 del Turismo, tre forum internazionali, il Forum Italia-Balcani e il Global Summit del World Travel & Tourism Council.
Iniziative che puntano a rafforzare la visibilità del Paese nei confronti degli operatori internazionali e a consolidare le relazioni istituzionali nel settore.
Il Governo rivendica inoltre risultati positivi nella competitività turistica regionale. Per valutare questi primati è tuttavia necessario fare riferimento agli specifici indici utilizzati, ai relativi periodi di rilevazione e ai criteri adottati dagli organismi che elaborano le classifiche.
Mazzi: «Il turismo è un grande ecosistema strategico»
Nel commentare il bilancio del settore, il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi sottolinea il ruolo attribuito al comparto dall’esecutivo.
«Il turismo italiano macina record grazie al governo Meloni che lo ha posto al centro della sua azione politica, attribuendogli il ruolo di grande ecosistema strategico», dichiara il ministro, evidenziando la capacità del settore di sostenere l’occupazione, le imprese e l’economia dei territori.
Mazzi richiama inoltre il ritorno economico degli investimenti, affermando che per ogni euro investito nel turismo ne vengono restituiti 2,4 all’economia italiana.
«I numeri confermano che investire nel turismo significa credere nella crescita della Nazione», conclude.
La sfida per i prossimi anni: consolidare la crescita e distribuirne i benefici
Il bilancio presentato dal Ministero del Turismo mette in evidenza la centralità economica del comparto e l’ampiezza degli interventi avviati. La sfida per i prossimi anni sarà consolidare i risultati, rafforzare la qualità dei servizi e fare in modo che i benefici raggiungano anche le destinazioni meno conosciute e le imprese di dimensioni più ridotte.
Tra gli aspetti da monitorare figurano la stabilità dell’occupazione, la sostenibilità ambientale, la disponibilità di alloggi per i lavoratori, l’accessibilità dei servizi e la capacità di distribuire i flussi turistici oltre i periodi di massima affluenza.
La verifica dei dati statistici e dell’effettivo impatto delle risorse pubbliche sarà essenziale per distinguere i risultati misurabili dagli obiettivi ancora da raggiungere. Un passaggio importante per valutare nel tempo l’efficacia delle politiche turistiche e il contributo del settore alla crescita economica del Paese.






















