La malamovida al Portello torna al centro del dibattito politico a Padova. Notti insonni, rumori, sporcizia e difficoltà di accesso alle abitazioni sono i problemi segnalati dai residenti del quartiere universitario, che chiedono interventi concreti per conciliare la vita notturna con il diritto al riposo e alla sicurezza.
A intervenire è Eleonora Mosco, consigliere regionale, vicepresidente del gruppo Stefani Presidente e capogruppo della Lega in Consiglio comunale a Padova, che torna a sollecitare l’amministrazione guidata dal sindaco Sergio Giordani, chiamando in causa anche l’assessore Bonavina.
Malamovida al Portello, Mosco: «Far rispettare le regole significa amministrare»
Secondo Mosco, le criticità segnalate dagli abitanti non sarebbero episodiche, ma si ripresenterebbero da anni senza risposte ritenute sufficienti. La consigliera contesta l’approccio dell’amministrazione comunale e sostiene che garantire il rispetto delle regole non significhi militarizzare il quartiere, bensì assicurare condizioni di convivenza adeguate.
«Notti insonni, sporcizia e difficoltà persino a entrare e uscire dalla propria abitazione: al Portello i residenti raccontano di sentirsi ostaggi in casa propria», afferma Mosco, chiedendo alla Giunta di indicare quali misure intenda adottare.
Al centro della questione c’è il rapporto tra la frequentazione serale e notturna del quartiere, particolarmente legata alla presenza universitaria, e le esigenze di chi vive quotidianamente nelle strade interessate dalla movida.
La mozione del 2024 e le richieste rimaste aperte
Nel suo intervento, Mosco richiama una mozione che aveva già presentato in Consiglio comunale, raccogliendo le richieste dei residenti, dell’associazione Stop Degrado e della Consulta di quartiere.
La proposta, secondo quanto riferito dalla consigliera e riportato dalla stampa nel marzo 2024, sarebbe stata respinta dalla maggioranza. Tra le misure indicate figuravano maggiori controlli nelle serate di maggiore affluenza, l’installazione di servizi igienici e verifiche sull’inquinamento acustico.
Per Mosco, si tratta di esigenze che continuano a richiedere una risposta. La consigliera chiede pertanto al sindaco Giordani e alla Giunta di chiarire quali interventi siano programmati, con quali tempistiche e attraverso quali responsabilità amministrative.
Il nodo, nella sua valutazione, è passare dalle segnalazioni a un piano operativo verificabile, capace di incidere sulle condizioni del quartiere.
Accessi alle abitazioni, soccorsi e spazi per gli eventi
Un altro tema sollevato riguarda la gestione delle serate caratterizzate da una presenza particolarmente elevata di persone. Mosco richiama la necessità di garantire accessi liberi alle abitazioni, percorsi percorribili dai mezzi di soccorso e spazi adeguati alla concentrazione del pubblico.
La consigliera propone inoltre di valutare, per gli eventi più affollati, aree compatibili con questo tipo di attività e distanti dalle abitazioni, laddove possibile.
L’obiettivo dichiarato è trovare un equilibrio tra due esigenze che, secondo Mosco, non devono essere considerate incompatibili: la socialità degli studenti, riconosciuta come una risorsa per la città, e il diritto dei residenti al riposo, alla sicurezza e alla vivibilità degli spazi domestici.
Controlli, rumore e pulizia: le proposte per il quartiere
Tra le misure rilanciate dalla consigliera regionale figurano una serie di interventi mirati per affrontare le criticità segnalate nel Portello.
In particolare, Mosco chiede:
- controlli serali mirati nelle fasce orarie di maggiore affluenza;
- contrasto alla vendita abusiva di bevande alcoliche;
- verifiche sulle segnalazioni relative a possibili episodi di spaccio;
- installazione di bagni temporanei nelle serate più frequentate;
- apertura prolungata dei servizi pubblici disponibili;
- monitoraggio dell’inquinamento acustico;
- pulizia tempestiva delle strade e degli spazi interessati dalla movida;
- applicazione dei regolamenti e delle ordinanze, con controlli e sanzioni in caso di violazioni accertate.
Le proposte puntano a intervenire sia sulle condizioni che possono generare disagio sia sulla gestione concreta degli spazi pubblici. La loro eventuale attuazione richiederebbe una valutazione da parte degli uffici competenti, anche rispetto alle risorse disponibili e alle caratteristiche delle singole aree.
Mosco porta il caso Portello all’attenzione della Regione
La consigliera annuncia che intende sottoporre la situazione anche all’attenzione della Regione Veneto, con l’obiettivo di dare voce alle richieste degli abitanti.
Il confronto coinvolge così più livelli istituzionali, pur restando centrale il ruolo del Comune nella gestione degli spazi urbani, dei controlli di competenza e dei servizi locali.
«Il Comune indichi interventi, tempi e responsabilità: i residenti devono poter vedere risultati nelle proprie strade e tornare a riposare nelle proprie case», dichiara Mosco, chiedendo impegni concreti e verificabili.
La sfida della convivenza tra residenti, studenti ed esercenti
Nel suo intervento conclusivo, Mosco sottolinea che tutelare chi abita nel quartiere non significa contrapporsi agli studenti o alle attività economiche che operano nel rispetto delle regole.
La consigliera richiama infatti l’importanza di proteggere anche gli studenti rispettosi e gli esercenti che lavorano correttamente, affinché il Portello possa continuare a essere un luogo di incontro senza compromettere la qualità della vita di chi vi risiede.
La richiesta politica è rivolta all’amministrazione comunale: ascoltare le segnalazioni, definire misure adeguate e rendere verificabili i risultati.






















