Padova si prepara a un fine settimana di mobilitazioni con un dispositivo di sicurezza rafforzato. Dopo il grande corteo studentesco del 16 ottobre, che ha portato in strada molte persone, e la manifestazione spontanea che si è formata il giorno seguente in piazza Mazzini, le autorità hanno preavvisi per nuove iniziative tra oggi venerdì 23 e sabato 24 ottobre. Il questore Marco Odorisio assicura che il diritto di manifestare sarà garantito, ma che si interverrà per isolare chi si presenterà con intenti violenti.
Quanti cortei sono previsti e dove
Le ricostruzioni degli ultimi giorni non coincidono del tutto sul calendario. Mercoledì il questore parlava di due cortei preavvisati, uno per venerdì e uno per sabato; successivamente la Tgr Veneto ha riferito di due manifestazioni studentesche previste nella sola giornata di sabato 24, una al mattino e una al pomeriggio. Sui social circola inoltre l’annuncio di una mobilitazione non autorizzata, che Digos e sezione cyber della Polizia di Stato stanno monitorando in rete. In base alla legge, ricordano le autorità, le manifestazioni in luogo pubblico vanno preavvisate al questore: chi organizza iniziative senza comunicazione si espone a conseguenze.
Il dispositivo di sicurezza
Il questore ha spiegato che la Polizia sta monitorando i siti internet e valutando con la Digos un piano in chiave preventiva. Tra gli strumenti previsti c’è anche l’osservazione dall’alto con un elicottero, per controllare la zona della stazione, le piazze del centro e Prato della Valle. L’obiettivo dichiarato è garantire lo svolgimento pacifico dei cortei e tenere distinti i diversi appuntamenti, in modo da non penalizzare chi manifesta senza violenza.
Cosa è accaduto nei giorni scorsi
Il clima è teso dopo gli episodi dell’ultima settimana. Prima del corteo del 16 ottobre, la Digos aveva eseguito otto perquisizioni su delega della Procura per istigazione a delinquere: in una chat con oltre mille partecipanti erano stati lanciati inviti ad azioni violente, tra cui incendiare cassonetti, indossare passamontagna, portare fumogeni e petardi e attaccare la questura. Gli accertamenti hanno chiarito che i numeri usati risultavano intestati a familiari adulti ma erano in uso a studenti minorenni di 15-17 anni. Il questore ha disposto misure di prevenzione personali, tra cui Dacur, cioè il divieto di accesso a determinate aree urbane, Daspo, avviso orale e diffide, nei confronti di 14 ragazzi: otto segnalati e sei convocati in questura con i genitori.
Il nodo scuole: la protesta del Valle
Dietro le mobilitazioni c’è anche un tema concreto: lo stato degli edifici scolastici. Al liceo Valle la protesta nata lo scorso anno denuncia che la struttura non è più adeguata a ospitare circa 700 studenti, e chiede una nuova sede o una ristrutturazione completa con spazi di verde pubblico. In alcuni giorni, tra il Valle e il Marconi, si sono verificati episodi di tensione e danneggiamenti, con l’intervento di Volanti e Digos: segno di come una mobilitazione nata su rivendicazioni legittime possa essere attraversata da gruppi o iniziative che puntano allo scontro.
Sabato in piazza anche genitori e insegnanti
Sabato 24 ottobre alle 11 è in programma una manifestazione di tutt’altro segno: genitori, insegnanti, personale scolastico, studenti e sindacati si ritroveranno in piazza Garibaldi per un corteo che passerà davanti a Palazzo Moroni e arriverà in piazza delle Erbe, con un clima da festa. I promotori chiedono a Comune e Provincia un piano straordinario pluriennale per l’edilizia scolastica, con finanziamenti adeguati, tempi certi e priorità condivise, osservando che gli interventi realizzati in questi anni, anche grazie al Pnrr, sono importanti ma non bastano e servono scuole sicure, accessibili e adeguate alle sfide climatiche.
Le chat allarmanti e le indagini
Il questore ha inoltre ribadito che Digos e Polizia Postale stanno cercando di risalire a chi ha diffuso nelle chat di alcuni istituti i messaggi che inviterebbero le studentesse a non andare a scuola per il rischio di aggressioni sessuali. Episodi, ha spiegato, da prendere con il giusto peso perché finalizzati a diffondere allarmismo, e inseriti in un contesto più ampio dopo le mobilitazioni della settimana scorsa.






















