Cosa ha promesso il Governo
Al termine dei due incontri di Milano, prima con le associazioni nazionali e poi con alcuni autonomi, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha annunciato un impegno immediato di 480 milioni di euro, con la prospettiva di superare il miliardo. Ha spiegato che si tratta di sbloccare un miliardo abbondante di risorse rimaste ferme per motivi burocratici, di cercare altri 100-150 milioni di fondi aggiuntivi e di avviare i primi pagamenti da oggi, a favore di circa 32mila imprese. «Non pretendo di avere la bacchetta magica un martedì mattina», ha detto.
Le voci del pacchetto
Il viceministro Edoardo Rixi ha portato i contributi per le domande fino ad agosto da 430 a 480 milioni. Oltre 150 milioni di nuove risorse saranno allocati tra il credito d’imposta sull’autotrasporto e il tema dell’Ets, per attenuare l’aumento dei costi dei noli marittimi. Secondo il comitato siciliano, il governo si è impegnato anche a coprire un’estensione di quattro mesi del credito d’imposta sul gasolio, a sbloccare circa 104 milioni per il Sea Modal Shift e a introdurre contributi per ridurre i costi dei traghetti sullo Stretto di Messina. Allo studio anche un meccanismo, sul modello spagnolo, per adeguare i corrispettivi del trasporto agli aumenti del carburante.
Chi ferma il blocco e chi no
Il Comitato trasportatori siciliani ha revocato il fermo per dare un «segnale di apertura», ma non tutti gli autotrasportatori dell’isola condividono la scelta e alcuni presìdi proseguono. In Puglia i blocchi saranno rimossi solo in parte; in Campania e Calabria gli autonomi continuano almeno fino al prossimo tavolo ministeriale del 27 ottobre. Le associazioni di categoria giudicano positivi gli impegni, ma chiedono che si traducano rapidamente in provvedimenti.
Le critiche: fondi vecchi, non nuovi
Il punto più contestato è la natura dei fondi: secondo diversi osservatori si tratta in gran parte di risorse già stanziate e rimaste bloccate, non di mezzo miliardo di denaro fresco. Fedralog ha lamentato l’assenza di nuovi impegni e lo sblocco di somme del 2025 attese da mesi. I comitati sottolineano che le promesse non pagano il gasolio né le fatture. Un annuncio da oltre un miliardo, ricorda un quotidiano, non significa oltre un miliardo subito in cassa.
Le conseguenze: bus e traghetti a rischio
La carenza di carburante continua a colpire i servizi. A Napoli l’Eav sospende 18 linee di bus e riduce le corse su altre quattro; Caremar ha scritto a Prefettura e Regione avvertendo che senza gasolio i traghetti per Ischia e Procida rischiano lo stop da giovedì 22 ottobre, dopo che la nave cisterna per le isole non è partita da Pozzuoli. Coldiretti segnala il rischio di paralisi delle attività agricole, e nei supermercati restano segnalati ammanchi di freschi.
Il quadro politico
Salvini ha chiesto la rimozione dei blocchi, precisando che un conto è protestare, un altro devastare o togliere ad altri il diritto alla mobilità e al lavoro. Il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ha espresso soddisfazione per la revoca. La partita si intreccia con il costo dell’energia e con il decreto Bollette, e con i margini di una manovra già stretta.
Il 27 ottobre si terrà un nuovo incontro al ministero per verificare l’avvio degli interventi. Da qui ad allora si capirà se i pagamenti partiranno davvero dall’indomani, come promesso, e se i comitati autonomi accetteranno di sospendere i presìdi. Per i consumatori il rischio è che i disagi sui rifornimenti si prolunghino.






















