Un numero racconta meglio di altri la pressione sul mercato: tra il 2018 e il 2025 i contratti registrati per l’affitto di stanze a Padova sono aumentati circa del 252,6%, più che triplicando. Il dato misura i contratti registrati e non le stanze realmente aggiunte, ma segnala una frammentazione dell’offerta che pesa su tutta la città. Padova conta circa uno studente ogni quattro abitanti, e Confcommercio avverte che la difficoltà di trovare casa a canoni sostenibili condiziona l’accettazione di impieghi in commercio, ristorazione e servizi, fino a infermieri, insegnanti, operatori sociosanitari e personale del trasporto pubblico.
Il fronte sociale non è meno critico. Sulle case popolari, gli over 64 in graduatoria sono quasi triplicati rispetto al 2023, le domande ammesse sono circa 1.660 e dal 2020 sembrano essere stati assegnati 725 alloggi tra Ater e Comune. Oggi il Consiglio comunale di Padova esaminerà uno studentato in via Fowst e la convenzione sui servizi sociali e sulle politiche abitative dell’Ambito territoriale sociale.
Quando un infermiere o un insegnante non riesce a vivere vicino al luogo in cui lavora, a perdere non è solo la famiglia: perdono l’ospedale, la scuola e il trasporto pubblico. Serve un metodo condiviso, con dati pubblici e obiettivi misurabili, non interventi scollegati.
Le cinque proposte dei Popolari per il Veneto
- Mappa pubblica degli immobili inutilizzati di Comune, Ater, Università e altri enti, da pubblicare entro 90 giorni, per individuare dove si può intervenire subito.
- Una quota stabile di alloggi a canone calmierato riservata ai lavoratori dei servizi essenziali, collegata al progetto regionale Veneto social housing (rigenerazione del patrimonio pubblico per medici, infermieri, operatori sociosanitari e insegnanti). Si chiede di candidare Padova come territorio pilota, anche in vista del nuovo Polo Ospedaliero.
- Un tavolo permanente che unisca Comune, Università, Esu, imprese, categorie e sindacati, rilanciando la proposta già avanzata da Fimaa Confcommercio. Il tavolo dovrebbe pubblicare ogni sei mesi un rendiconto con canoni medi, tempi di graduatoria e alloggi assegnati.
- Canone concordato più conveniente per i proprietari. Il divario tra canoni di mercato e accordi territoriali spinge molti a preferire il canone libero, quindi servono incentivi alla locazione stabile.
- Studentati con quote calmierate reali e vincoli di destinazione d’uso duraturi, da inserire nelle convenzioni in discussione.






















