Un sistema strutturato, con cani selezionati e addestrati fin da cuccioli per i combattimenti clandestini, allenamenti intensivi e presunto ricorso a sostanze dopanti. È lo scenario emerso da un’indagine dei Carabinieri che ha portato al coinvolgimento di dodici persone e al sequestro di 24 cani, facendo luce su un presunto circuito illecito con ramificazioni in diverse province italiane.
Pitbull preparati per i combattimenti: allenamenti e sostanze dopanti
Tapis roulant, catene pesanti, collari predisposti per applicare pesi e farmaci a base di steroidi: sono alcuni degli elementi documentati dagli investigatori nell’ambito dell’attività investigativa. Sarebbe stato predisposto anche un ring artigianale, realizzato con assi di legno e rivestimento in materiale sintetico, destinato agli scontri tra animali.
Secondo la ricostruzione investigativa, i cani venivano sottoposti fin dalla giovane età a programmi di allenamento finalizzati a svilupparne la forza e la resistenza fisica. Pratiche che, se confermate nelle sedi giudiziarie, delineerebbero un quadro di grave sfruttamento degli animali, trasformati in strumenti per un’attività illegale.
Un presunto traffico internazionale di cani
L’indagine avrebbe individuato una rete organizzata per l’importazione illecita di cani provenienti da allevamenti esteri e per il loro successivo addestramento in vista dei combattimenti.
La struttura, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbe coinvolto diverse figure, tra cui addestratori, trafficanti e veterinari stranieri ritenuti compiacenti. Un sistema che, stando agli elementi raccolti, avrebbe potuto contare su collegamenti oltre i confini nazionali.
Indagini in cinque province: dodici persone coinvolte
L’attività investigativa ha interessato diverse aree del Paese, con interventi nelle province di Parma, Bergamo, Venezia, Pisa e Rieti.
Il bilancio comunicato comprende dodici persone coinvolte nell’inchiesta e 24 cani sottoposti a sequestro. Gli accertamenti puntano a ricostruire ruoli, responsabilità e modalità operative della presunta organizzazione.
Il lavoro dei Carabinieri Forestali ha permesso di documentare attrezzature e metodi che sarebbero stati utilizzati per preparare gli animali agli scontri, portando l’attenzione su un fenomeno che può intrecciare maltrattamento animale, traffici illeciti e organizzazione di combattimenti clandestini.
Maltrattamento animale, una violenza che non può essere sottovalutata
Dietro un sistema di questo tipo c’è una realtà fatta di sofferenza e privazione del benessere animale. L’addestramento finalizzato agli scontri, l’eventuale somministrazione di sostanze dopanti e l’impiego dei cani nei combattimenti rappresentano condotte di estrema gravità, da accertare e perseguire secondo la legge.
Il contrasto a questi fenomeni richiede indagini approfondite, cooperazione tra autorità nazionali e internazionali e un’attività costante di prevenzione. Il sequestro dei 24 animali costituisce un passaggio importante per sottrarli al contesto in cui sarebbero stati impiegati.





















