Era una mattina di sabato come tante, intorno alle 8.30, nel centro di Treviso. In pochi minuti un negozio di prodotti per la casa e la persona di largo Totila si è trasformato nel teatro di un episodio che la città definisce senza precedenti per modalità. Una trentina di giovanissimi incappucciati, giunti stando alle ricostruzioni con un unico autobus dalla zona di Conegliano, è entrata nel punto vendita, ha prelevato prodotti dagli scaffali, spintonato i clienti e lanciato cestini contro il personale, per poi disperdersi nelle vie del centro storico. A tre giorni di distanza il caso è diventato un tema regionale, e oggi, martedì 20 ottobre, è al centro dell’agenda della sicurezza veneta in vista del vertice di venerdì.
L’episodio e i fermi
Polizia e carabinieri sono riusciti a fermare 14 ragazzi, tutti tra i 14 e i 17 anni: alcuni sono rimasti bloccati all’interno del negozio, altri sono stati rintracciati all’autostazione, alla stazione ferroviaria, in piazza dei Signori e nei pressi del Duomo. Nei confronti dei 14 sono scattati i Daspo urbani, mentre secondo gli ultimi aggiornamenti sono quattro le denunce per tentato furto. Gli inquirenti stanno esaminando le immagini di videosorveglianza e le testimonianze raccolte tra dipendenti e clienti per ricostruire l’organizzazione del gruppo. Il sindaco Mario Conte ha espresso vicinanza ai lavoratori e ai clienti coinvolti e ha ringraziato le forze dell’ordine per la tempestività dell’intervento.
Il Comitato per l’ordine e la sicurezza slitta a venerdì
Il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica era in programma lunedì 19 ottobre in Prefettura, ma la riunione è saltata perché il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi è stato trattenuto a Roma dal vertice sull’ordine pubblico convocato dalla presidente del Consiglio dopo i disordini del fine settimana. Il nuovo appuntamento è fissato per venerdì 23 ottobre alle 10.30. Parteciperanno, oltre al ministro, il prefetto Angelo Sidoti, il sindaco di Treviso, i vertici di questura, Carabinieri, Guardia di Finanza e vigili del fuoco e il procuratore capo reggente del Tribunale. La visita era già stata concordata a inizio mese, quando Conte aveva incontrato Piantedosi al Viminale e, nello stesso giro romano, anche il ministro della Giustizia e il vicepremier Salvini: in quell’occasione il titolare dell’Interno aveva assicurato maggiore attenzione alle richieste del territorio e la promessa di più agenti e carabinieri.
Perché la vicenda va oltre Treviso
L’assalto trevigiano si inserisce in un quadro nazionale delicato. Nel fine settimana a Milano i disordini nel centro hanno portato a oltre 200 fermi, in larga parte minorenni, e il ministro dell’Interno ha ribadito che la minore età non può significare impunità. In Veneto, tra le notizie di cronaca di questi giorni, compare anche la denuncia di due minorenni a Vicenza per l’aggressione a un medico. Sono episodi distinti e non vanno confusi tra loro, ma pongono la stessa domanda: come intercettare per tempo gruppi di giovanissimi che si muovono rapidamente, spesso con i mezzi pubblici, tra un comune e l’altro, e che sfuggono ai confini delle singole amministrazioni.
Cosa prevede la legge per i minorenni
Il Daspo urbano è una misura di prevenzione disposta dal questore che impedisce l’accesso a determinate aree, come stazioni, locali pubblici o zone sensibili del centro. Dal punto di vista penale, chi ha meno di 14 anni non è imputabile, mentre per gli adolescenti tra 14 e 17 anni il sistema minorile punta su percorsi educativi, come la messa alla prova, più che sulla pena detentiva. È dentro questa cornice che si discutono le richieste di nuove misure: da un lato strumenti più incisivi di controllo e prevenzione, dall’altro la tutela della funzione rieducativa prevista dalla Costituzione.
Le risposte possibili: controlli, trasporti e servizi sociali
Il confronto di venerdì dovrebbe toccare più piani. Il primo riguarda la presenza delle forze dell’ordine e la videosorveglianza nei punti di snodo del centro, come autostazione e stazione. Il secondo è il coordinamento con le aziende del trasporto pubblico e tra i comuni di provenienza e di arrivo dei gruppi. Il terzo, evocato da più voci politiche locali, è il rafforzamento dei servizi sociali e delle attività educative sul territorio, per intervenire sul disagio giovanile prima che si trasformi in condotte violente. A Treviso era stata proposta anche una giornata di confronto che coinvolga i comuni oltre i confini cittadini.
Tre elementi indicheranno la direzione: eventuali rinforzi annunciati per Treviso e per il resto della Marca; le misure di prevenzione concordate tra Prefettura, comuni e scuole; il seguito giudiziario per i ragazzi identificati. Resta aperta, infine, la domanda dei commercianti: sapere se un episodio nato in pochi minuti possa ripetersi e quali garanzie concrete verranno messe in campo.






















