Che cosa sta accadendo
Sono 660 i contratti stipulati nel 2021 con la Green Project Agency finiti sotto la lente dell’Agenzia delle Entrate, che contesta le detrazioni fiscali legate a impianti e forniture di energia e chiede ai clienti di restituire i crediti, con l’aggiunta di interessi e sanzioni. Secondo le ricostruzioni dei quotidiani del Nordest, le richieste riguardano oltre seicento famiglie.
La contestazione: clienti «corresponsabili»
L’Agenzia delle Entrate attribuisce ai clienti una corresponsabilità nel presunto sistema fraudolento: non perché abbiano ideato l’operazione, ma perché avrebbero fruito di crediti ritenuti non spettanti. Le sanzioni, secondo una ricostruzione, possono arrivare fino al 200% del credito contestato, con interessi. È un’impostazione destinata a essere discussa nei ricorsi: la responsabilità dei singoli andrà valutata caso per caso.
Il procedimento penale
Parallelamente, il processo per truffa ai danni dello Stato, per un presunto sistema da 35 milioni di euro, contro la società e il suo titolare è ancora nelle fasi iniziali davanti al tribunale. Fino a una sentenza definitiva vale la presunzione di innocenza per tutti gli imputati. La società aveva evitato il fallimento grazie a un accordo con un’azienda milanese, mentre l’inchiesta penale è proseguita.
Un caso concreto: l’anziano che rischia di pagare
Un pensionato ottantenne di Pordenone, riferisce La Nuova Venezia, aveva versato oltre 24mila euro con otto assegni e avviato un finanziamento da 12mila per ottenere energia gratis per vent’anni. Ora l’Agenzia gli chiede circa 22mila euro tra imposte e sanzioni, e il titolo del giornale parla di un rischio di superare i 50mila euro. È una vicenda individuale che mostra la portata del problema per i risparmiatori meno esperti.
Che cosa possono fare i contribuenti
In generale, chi riceve un atto dell’Agenzia delle Entrate dovrebbe leggere con attenzione i termini per rispondere, valutare con un commercialista o un avvocato tributarista la presentazione di osservazioni, di un’istanza di autotutela o di un ricorso, e verificare l’eventuale azione civile contro la società. Sono indicazioni di carattere generale: ogni posizione dipende dalle date, dai documenti e dalla tipologia di credito. Le associazioni dei consumatori possono dare un primo orientamento.
Perché il caso fa discutere
Il tema è quello delle truffe legate agli incentivi: molte famiglie hanno aderito a offerte di impianti con promesse di risparmio o di energia gratuita. Quando l’operazione risulta irregolare, il conto rischia di ricadere sugli ultimi anelli della catena. Il confronto tra tutela dell’erario e tutela dei consumatori in buona fede è aperto e sarà uno dei punti da seguire nei tribunali tributari.
Cosa succede ora
Occorrerà seguire il numero e l’esito dei ricorsi, l’andamento del processo penale e le eventuali iniziative dei clienti in sede civile. Le cifre vanno lette come riferite alle notizie diffuse dai giornali e non a un comunicato ufficiale dell’Agenzia.





















