Un nuovo provvedimento per tutelare l’ordine e la sicurezza pubblica. A Padova, nella mattinata di martedì 20 ottobre 2026, la Polizia di Stato ha eseguito la sospensione per 60 giorni della licenza di somministrazione di alimenti e bevande di un bar cittadino. Il provvedimento è stato disposto dal Questore di Padova, Marco Odorisio, ai sensi dell’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (T.U.L.P.S.), dopo una serie di accertamenti che avrebbero documentato criticità persistenti all’interno dell’esercizio.
La decisione arriva dopo precedenti sospensioni, episodi di spaccio di sostanze stupefacenti e la presenza abituale, secondo quanto accertato dalle forze dell’ordine, di persone con precedenti penali e di polizia.
Il controllo dell’8 ottobre: un arresto per droga
Tra gli episodi che hanno contribuito al nuovo provvedimento figura un controllo effettuato l’8 ottobre scorso dai militari dell’Arma dei Carabinieri all’interno del locale.
Durante l’intervento, un cittadino italiano avrebbe tentato di fuggire alla vista degli operatori, gettando a terra due quantitativi di sostanza stupefacente. Gli accertamenti hanno portato al rinvenimento di 3,58 grammi di hashish e 0,75 grammi di cocaina, che, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbero stati detenuti ai fini di spaccio. L’uomo è stato arrestato.
Il successivo controllo degli avventori ha permesso di identificare dieci persone. Nove, secondo quanto riferito dalla Questura, risultavano gravate da precedenti penali e/o di polizia per reati contro la persona, contro il patrimonio, in materia di armi e di stupefacenti.
Sei delle persone controllate, compreso l’uomo arrestato, erano già state identificate in precedenti occasioni nello stesso esercizio. Una circostanza che, secondo gli accertamenti, avrebbe contribuito a delineare una situazione di criticità non episodica.
Precedenti episodi di violenza e spaccio nel locale
La vicenda non sarebbe circoscritta al controllo dell’8 ottobre. Gli accertamenti di polizia avrebbero infatti evidenziato precedenti episodi di violenza e attività di spaccio all’interno del pubblico esercizio, utilizzato da alcuni avventori come luogo di aggregazione per condotte illecite.
È proprio la reiterazione delle criticità a rappresentare uno degli elementi centrali della decisione del Questore. Il provvedimento punta infatti a interrompere una situazione ritenuta pericolosa per la sicurezza dei cittadini, evitando che il locale continui a essere un punto di riferimento per persone coinvolte in attività illegali.
La misura, tuttavia, non costituisce una condanna del titolare per i reati contestati agli avventori: si tratta di un provvedimento amministrativo di natura preventiva, fondato sulla valutazione delle condizioni di sicurezza dell’esercizio.
Dal 2025 a oggi, tre provvedimenti di sospensione
Il bar era già stato destinatario di precedenti misure adottate ai sensi dell’articolo 100 T.U.L.P.S.
Il primo provvedimento risale al 21 marzo 2025, quando era stata disposta la sospensione della licenza per 45 giorni. Nonostante la chiusura, secondo quanto ricostruito dalla Questura, le problematiche relative all’ordine e alla sicurezza pubblica sarebbero proseguite.
Il 10 giugno 2026 era quindi intervenuta una nuova sospensione, inizialmente stabilita in 75 giorni. Il gestore ha presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale per il Veneto (TAR).
In seguito alla decisione del giudice amministrativo, la Questura ha rideterminato la durata della sospensione in 45 giorni, con un atto notificato il 30 settembre 2026. Il titolare ha quindi riaperto il locale beneficiando della misura sospensiva in attesa della definizione nel merito del ricorso.
Il nuovo provvedimento di 60 giorni è stato adottato alla luce degli ulteriori elementi emersi, compresi gli episodi più recenti.
Che cosa prevede l’articolo 100 del T.U.L.P.S.
L’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza attribuisce al Questore il potere di sospendere la licenza di un esercizio pubblico quando il locale costituisca un pericolo per l’ordine pubblico o per la sicurezza dei cittadini.
La finalità è principalmente preventiva: intervenire quando un esercizio diventa un luogo abituale di ritrovo per persone dedite ad attività illecite o quando si verificano situazioni tali da compromettere la sicurezza pubblica.
Nel caso padovano, la reiterazione delle sospensioni, gli episodi contestati e gli esiti dei controlli più recenti hanno portato l’autorità di pubblica sicurezza a disporre un’ulteriore chiusura temporanea.
La sicurezza dei cittadini al centro del provvedimento
La sospensione per 60 giorni rappresenta un nuovo intervento volto a interrompere le condizioni di rischio individuate dalle forze dell’ordine. Secondo la Questura, i precedenti provvedimenti non avrebbero determinato un cambiamento sufficiente nella gestione della sicurezza del locale.
La vicenda riporta al centro il ruolo dei controlli sui pubblici esercizi e la responsabilità di prevenire situazioni che possano favorire spaccio, violenze e altre condotte illecite.
L’obiettivo dichiarato è tutelare la collettività e impedire che un luogo aperto al pubblico diventi un punto di riferimento per attività incompatibili con l’ordine e la sicurezza pubblica.





















