La Regione Veneto compie un passo importante verso l’inclusione e l’equità sociale. Il Consiglio regionale ha approvato una nuova legge per l’accesso facilitato alle ZTL (Zone a Traffico Limitato) da parte dei veicoli al servizio di persone con disabilità. Il provvedimento mira a garantire una mobilità più equa, a ridurre le barriere architettoniche e a valorizzare il diritto alla libera circolazione.
La normativa introduce un registro regionale delle targhe per i veicoli autorizzati, evitando così sanzioni ingiuste e semplificando l’accesso nei Comuni aderenti. Il progetto, denominato ZTL Network, prevede anche incentivi per le amministrazioni comunali e l’istituzione di un tavolo tecnico permanente per migliorare l’attuazione della legge.
Anna Maria Bigon, consigliera regionale del Partito Democratico e correlatrice del progetto di legge, ha espresso soddisfazione per l’approvazione, sottolineando però la necessità di politiche più strutturate: “Questa legge è un punto di partenza. Dobbiamo superare la frammentarietà e costruire un sistema integrato capace di accompagnare le persone con disabilità nel loro progetto di vita.”
Bigon ha ricordato che in Veneto, nel 2024, oltre 22.000 studenti presentano una disabilità e più di 36.500 persone con disabilità sono inserite nel mondo del lavoro: “Occorrono investimenti sulla formazione, sull’accompagnamento e sulla qualità del lavoro. Serve un vero cambio di paradigma.”
Soddisfazione anche da parte di Enoch Soranzo, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e primo firmatario della legge: “Avanti per un Veneto più giusto e accessibile. Grazie a questa legge, anche le donne in gravidanza e le mamme di bambini fino a due anni potranno accedere alle ZTL per raggiungere i posteggi rosa senza incorrere in sanzioni.” La proposta di Soranzo include anche l’accesso alla piattaforma regionale delle targhe per i taxi e NCC, che potranno così operare più agevolmente nelle zone a traffico limitato.
Verso un Veneto inclusivo: il futuro dell’accessibilità urbana Con questo provvedimento, il Veneto si dota di uno strumento concreto per l’abbattimento delle barriere e la promozione di una mobilità realmente inclusiva. La legge rappresenta un segnale importante in termini di giustizia sociale, ma, come sottolineato da più parti, sarà fondamentale monitorarne l’efficacia e investire su un sistema realmente integrato.






















