Ancora un intervento della Polizia di Stato contro le truffe ai danni degli anziani. Nel primo pomeriggio di oggi, 7 ottobre, la Squadra Mobile di Padova ha arrestato in flagranza, in via D’Acquapendente, un 24enne di nazionalità albanese, con un precedente di polizia per reati legati agli stupefacenti, accusato di aver tentato di mettere a segno una truffa utilizzando la tecnica del “finto maresciallo”.
La particolarità dell’operazione è che la potenziale vittima era una giornalista di un noto quotidiano padovano, che si è prestata a fingere di essere un’anziana nell’ambito dell’intervento predisposto dalle forze dell’ordine.
La telefonata del falso maresciallo
Secondo quanto ricostruito dalla Polizia, la donna aveva ricevuto una telefonata da parte di un uomo che si era presentato come un maresciallo.
Il sedicente militare le avrebbe raccontato che, nella stessa mattinata, era stata commessa una rapina in via del Santo a Padova e che i malviventi avrebbero utilizzato proprio l’automobile della donna per allontanarsi.
La storia costruita dal presunto truffatore prevedeva quindi un ulteriore passaggio: un incaricato sarebbe arrivato a casa della vittima per ritirare gioielli e orologi, così da portarli in caserma e confrontarli con quelli che sarebbero stati sottratti durante la presunta rapina.
La modalità ricalca quella già emersa in altri recenti interventi della Questura di Padova, nei quali i truffatori telefonano alle vittime fingendosi appartenenti alle forze dell’ordine e utilizzano una presunta attività di verifica dei gioielli come pretesto per farsi consegnare denaro e oggetti preziosi.
La donna chiama il 113 e scatta l’intervento
La giornalista, mentre era ancora al telefono con il presunto maresciallo, ha contattato il 113, consentendo alla Polizia di intervenire tempestivamente.
Sul posto sono arrivate una pattuglia della Squadra Volante e una della Squadra Mobile di Padova.
Gli investigatori hanno quindi predisposto l’intervento in borghese, attendendo l’arrivo dell’uomo che avrebbe dovuto recuperare gli oggetti preziosi.
Il 24enne arriva a casa della presunta vittima
Poco dopo, il giovane si è effettivamente presentato all’abitazione della giornalista, qualificandosi come l’incaricato al ritiro degli ori e degli orologi che la presunta vittima avrebbe dovuto preparare seguendo le indicazioni ricevute telefonicamente.
Una volta entrato nell’abitazione, però, ad attenderlo non ha trovato la vittima inconsapevole, ma gli investigatori della Squadra Mobile di Padova, che lo hanno immediatamente bloccato.
Il giovane è stato accompagnato in Questura per gli accertamenti e la compiuta identificazione.
L’arresto per tentata truffa
Al termine degli accertamenti, il 24enne è stato arrestato per tentata truffa e trattenuto nelle camere di sicurezza della Questura di Padova, in attesa del giudizio per direttissima previsto per la mattinata dell’8 ottobre.
Dagli accertamenti è inoltre emerso un precedente di polizia risalente al luglio 2026 per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Il procedimento si trova comunque nella fase prevista dalla legge e le responsabilità dell’indagato dovranno essere accertate dall’autorità giudiziaria.
Attivato anche l’Ufficio Immigrazione
Il Questore della provincia di Padova, Marco Odorisio, ha disposto l’attivazione dell’Ufficio Immigrazione nei confronti del cittadino albanese, indicato nel comunicato come senza fissa dimora e irregolare sul territorio nazionale.
L’obiettivo indicato dalla Questura è procedere al collocamento del 24enne presso un Centro di permanenza per il rimpatrio (CPR), ai fini del suo eventuale allontanamento dal territorio nazionale secondo le procedure previste dalla normativa.
La tecnica del “finto maresciallo” torna sotto i riflettori
L’operazione conferma l’attenzione della Questura di Padova sul fenomeno delle truffe rivolte soprattutto alle persone anziane.
La tecnica utilizzata si basa generalmente sulla costruzione di una situazione di emergenza: una telefonata nella quale il truffatore si presenta come appartenente alle forze dell’ordine e racconta di un furto o di una rapina, sostenendo poi la necessità di verificare o mettere al sicuro denaro e gioielli.
Proprio nei giorni scorsi la Questura di Padova aveva comunicato altri arresti per tentate truffe realizzate attraverso modalità analoghe.
L’invito rivolto ai cittadini è quello di non consegnare mai denaro, gioielli o altri beni a persone che si presentano a domicilio qualificandosi come appartenenti alle forze dell’ordine. In caso di telefonate sospette, è fondamentale interrompere la comunicazione e contattare direttamente i numeri di emergenza, senza seguire le istruzioni impartite dal presunto operatore.






















