Sport e sicurezza, nuovi provvedimenti dopo i disordini del 15 agosto
«Lo sport deve rimanere un momento di festa e tifo sano. Nessuno spazio per chi sceglie la violenza».
È il principio ribadito dal Questore di Padova Marco Odorisio dopo gli sviluppi delle indagini sui disordini avvenuti lo scorso 15 agosto a Udine.
A seguito degli accertamenti condotti dalla DIGOS e dalla Divisione Anticrimine, sono stati adottati complessivamente 11 DASPO “fuori contesto” e 3 Avvisi Orali nei confronti di appartenenti alla tifoseria padovana.
Undici DASPO “fuori contesto”: divieti fino a cinque anni
I provvedimenti adottati dal Questore prevedono, a seconda delle singole posizioni, divieti di accesso fino a cinque anni e, nei casi previsti, anche obblighi di firma.
Secondo quanto comunicato dalla Questura, i destinatari dei provvedimenti sarebbero soggetti già gravati da precedenti per reati contro la persona, nonché per fatti relativi ad armi e stupefacenti.
L’attività investigativa è stata condotta con l’obiettivo di individuare le persone ritenute coinvolte nei disordini verificatisi a Udine.
Che cos’è il DASPO “fuori contesto”
Il DASPO “fuori contesto” consente, nei casi previsti dalla normativa, di adottare il divieto di accesso alle manifestazioni sportive anche nei confronti di persone che abbiano commesso determinati reati al di fuori dello specifico contesto sportivo.
La misura, secondo l’impostazione indicata dalla Questura, punta a impedire l’accesso agli stadi a soggetti considerati potenzialmente pericolosi sulla base di condotte rilevanti previste dalla legge.
In questo modo lo strumento viene utilizzato anche in una prospettiva preventiva, con l’obiettivo di evitare che comportamenti violenti possano ripetersi all’interno o in occasione delle manifestazioni sportive.
Tre Avvisi Orali
Oltre agli 11 DASPO, il Questore ha adottato anche 3 Avvisi Orali.
Si tratta di ulteriori misure di prevenzione personali che si inseriscono nell’attività svolta dalle autorità di pubblica sicurezza sulla base degli elementi raccolti durante gli accertamenti.
La Questura sottolinea che le attività investigative non sono concluse.
Indagini ancora in corso
Le forze di polizia stanno infatti proseguendo gli accertamenti per identificare tutti i responsabili degli scontri avvenuti a Udine il 15 agosto.
L’obiettivo è ricostruire l’esatta dinamica dei disordini e individuare ulteriori eventuali responsabilità sulla base degli elementi acquisiti dagli investigatori.
Odorisio: «Tutelare famiglie e tifosi»
Nel commentare i provvedimenti, il Questore Marco Odorisio ha ribadito la necessità di distinguere la violenza dal normale comportamento della maggioranza dei tifosi.
Il messaggio della Questura è rivolto quindi alla tutela di chi vive lo sport attraverso il tifo e la partecipazione, senza comportamenti violenti.
«Il nostro impegno è quotidiano per tutelare le famiglie e la maggioranza dei tifosi che vivono lo sport con rispetto», sottolinea Odorisio.
L’attività di prevenzione e controllo proseguirà dunque anche attraverso l’analisi degli elementi raccolti dalle indagini sui disordini di Udine.
L’obiettivo: isolare i comportamenti violenti
Il ricorso agli strumenti di prevenzione, secondo la Questura, mira a impedire che le condotte violente di singoli soggetti finiscano per coinvolgere l’intero mondo del tifo.
Gli 11 DASPO “fuori contesto” e i 3 Avvisi Orali rappresentano, in questo quadro, il risultato di una prima fase degli accertamenti, mentre le attività investigative proseguono per individuare eventuali altri responsabili.
La linea indicata dal Questore è chiara: garantire che lo sport possa continuare a essere vissuto come momento di partecipazione, passione e tifo, mantenendo fuori dagli stadi e dalle manifestazioni sportive chi è destinatario delle specifiche misure previste dalla legge.





















