Il Dipartimento della Protezione Civile ha diramato un bollettino di allerta meteo gialla di ordinaria criticità per rischio temporali, in vigore per la giornata di martedì 18 agosto in sette regioni italiane. La perturbazione, di origine atlantica, segna la fine della quarta e più lunga ondata di calore della stagione, dopo settimane di temperature estreme su gran parte del Paese.
Le regioni interessate dall’allerta
Il bollettino della Protezione civile individua sette regioni a rischio per fenomeni temporaleschi intensi e localmente violenti, legati all’arrivo di una perturbazione destinata a perdurare per diversi giorni lungo tutta la Penisola. L’allerta gialla segnala il possibile innesco di frane, smottamenti e allagamenti localizzati, complice anche il terreno reso più fragile dalle settimane di siccità e caldo estremo appena trascorse.
La fine della quarta ondata di calore
Le previsioni per la giornata del 18 agosto indicano tempo instabile soprattutto al Sud, dove i temporali dovrebbero segnare la conclusione della quarta e più lunga ondata di calore dell’estate 2026, iniziata il 29 luglio e capace di toccare, secondo gli esperti, quasi venti giorni consecutivi di caldo intenso in diverse aree del Paese.
Le previsioni per i giorni successivi
Il quadro meteorologico resta comunque in evoluzione: mercoledì è previsto un tempo stabile e un caldo nella norma, mentre giovedì è atteso il transito di una nuova perturbazione al Nord, con temporali forti attesi tra giovedì e venerdì lungo l’arco alpino e la pianura Padana. Le correnti atlantiche in arrivo dovrebbero garantire una tregua, seppur temporanea, dal caldo intenso, con temperature destinate comunque a tornare sopra la norma già a partire dal weekend successivo.
Un’estate segnata da fenomeni estremi
Gli esperti di climatologia sottolineano come il passaggio da condizioni di caldo estremo a fenomeni temporaleschi violenti rappresenti ormai un tratto ricorrente delle estati italiane recenti, con un potenziale energetico accumulato nell’atmosfera e nelle acque del Mediterraneo che aumenta sensibilmente il rischio di grandinate, colpi di vento improvvisi e rovesci capaci di scaricare importanti quantitativi di pioggia in tempi molto ristretti, come già avvenuto in diverse occasioni nel corso dell’estate 2026.





















