Con soddisfazione il Presidente della FIGC, Giovanni Malagò, annuncia che Paolo Maldini ha accettato l’incarico di Direttore Tecnico della Federazione. Paolo Maldini svolgerà tale compito unitamente a Leonardo nella qualità di Advisor.
La scossa della Figc: Maldini alla guida tecnica degli Azzurri
Il calcio italiano ha bisogno di una scossa, e la Federazione Italiana Giuoco Calcio ha deciso di cercarla affidandosi a uno dei nomi più iconici della storia del nostro sport. Paolo Maldini, leggenda del calcio mondiale e del Milan, capitano degli azzurri per anni, colonna vertebrale di una Nazionale che negli anni Novanta e Duemila era tra le più rispettate del pianeta, è stato nominato nuovo Direttore Tecnico della Nazionale italiana. Una scelta che porta con sé un messaggio preciso: la FIGC vuole tornare a costruire un’identità azzurra forte, riconoscibile, capace di competere ai massimi livelli internazionali.
Ad affiancarlo nel progetto ci sarà Leonardo, ex difensore della Nazionale e del Milan, dirigente di lungo corso con esperienze ai vertici di Paris Saint-Germain e Milan, che ricoprirà il ruolo di advisor nel nuovo organigramma tecnico-dirigenziale federale. Una coppia che evoca immediatamente i grandi anni del calcio italiano, un binomio di competenza ed esperienza che la FIGC si aspetta possa contribuire a restituire credibilità e programmazione a un settore che negli ultimi anni ha collezionato più delusioni che soddisfazioni.
Il progetto: programmazione pluriennale e nuovo CT
L’incarico di Maldini ha carattere pluriennale e prevede una revisione complessiva dell’area tecnica federale: dalla selezione delle nazionali giovanili alla definizione degli standard di gioco, dall’ottimizzazione del coordinamento tra club e selezioni nazionali alla scelta del prossimo commissario tecnico. Su quest’ultimo punto, la stampa sportiva è quasi unanime nel indicare Roberto Mancini come il candidato principale. L’ex CT campione d’Europa nel 2021, che ha poi vissuto un’esperienza non esaltante con la nazionale dell’Arabia Saudita, sarebbe disposto a tornare sulla panchina azzurra in questo nuovo contesto organizzativo.
Il contesto: perché l’Italia del calcio ha bisogno di questa svolta
La nomina di Maldini arriva in un momento in cui il calcio italiano sente il peso di anni difficili. La mancata qualificazione ai Mondiali del 2018 e del 2022 aveva rappresentato un trauma sportivo e culturale profondo. La vittoria dell’Europeo del 2021, luminosa ed esaltante, era sembrata l’inizio di un ciclo positivo, ma il ciclo non si è sviluppato come sperato. I Mondiali 2026, in corso proprio in queste settimane negli Stati Uniti, si svolgono senza l’Italia — ancora una volta fuori da una competizione che ogni appassionato di calcio sente come irrinunciabile.
La struttura del calcio giovanile italiano ha mostrato segnali di miglioramento negli ultimi anni, con la crescita di talenti che stanno emergendo nei club di Serie A e in Europa. Ma il salto dalla formazione individuale dei talenti alla costruzione di un sistema collettivo competitivo richiede una guida chiara, una visione di lungo periodo e la capacità di mettere d’accordo i club — spesso in conflitto con le esigenze della Nazionale — su un progetto comune. Maldini, con il proprio nome e con la propria autorevolezza nel mondo del calcio, sembra avere le caratteristiche per tentare questa sintesi.





















