Lunedì 16 marzo 2026, è stata depositata in Cassazione la Proposta di Legge di Iniziativa Popolare “Istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta”, elaborata e promosso dalla Campagna “Un’altra difesa è possibile”.
L’obiettivo è quello della costituzione di un Dipartimento che indirizzi il contributo alla difesa civile con le proprie autonomie e modalità di lavoro delle varie componenti oggi esistenti fra cui il Servizio civile, i Corpi civili di pace, la Protezione civile, oltre ad un ipotizzato Istituto di ricerca su Pace e Disarmo.
Si tratta, secondo gli organizzatori, di dare concretezza a ciò che prefiguravano i Costituenti con il ripudio della guerra e che già oggi è previsto dalla legge e confermato dalla Corte Costituzionale: la possibilità di assolvere all’obbligo costituzionale dell’articolo 52 con una struttura di Difesa civile alternativa a quella prettamente militare, finanziata direttamente dai cittadini attraverso l’opzione fiscale in sede di dichiarazione dei Redditi.
A Padova, il raggruppamento di Associazioni pacifiste, chiamato UNITI PER LA PACE, intende promuovere la Campagna sopra descritta. Con l’appoggio dell’Amministrazione Comunale Assessorato alla Pace ed ai Diritti, si intende coinvolgere anche i cittadini della città di Padova. Per informare saranno allestiti banchetti dove daremo le indicazioni per la firma di adesione attraverso la modalità Online e ci saranno dei referenti di Quartiere: per Padova Est sindacato in Via Longhin cell 342 1368748, per Padova Sud Giovanna Benucci Associazione per la Pace Padova – cell. 3395094489, per Arcella chiamare 335 5692493 e per Padova Ovest, Mariella 348 7531845.
L’assessora alla Pace Francesca Benciolini sottolinea: “Parliamo della una proposta di legge di iniziativa popolare che raccoglie le firme da marzo fino a settembre per provare a proporre un altro modo di difendere, un modo che non è basato sulle armi, ma è basato sulla protezione civile. Sono esperienze che sono state studiate e presenti all’interno della storia, su cui chiediamo che anche l’Italia- e lo chiediamo da tanti anni, provi a dare un cambio di vedute, un cambio di prospettiva, attraverso una legge che preveda la possibilità di difendere la patria in modo non armato. Questa raccolta firme è avviata grazie alla società civile, ma anche come Enti Locali. sentiamo il bisogno di questa prospettiva, perché sappiamo che sono proprio le città le prime vittime delle guerre. Quindi è giusto che si raccolga, anche come Amministrazioni, la voce di una possibilità di costruire un modo diverso di convivenza civile all’interno del nostro mondo e la possibilità di una difesa che parta non tanto da un riarmo continuo, ma dal diritto internazionale, dal dialogo, dalla costruzione dei percorsi che abbiano altri strumenti rispetto alle armi”.
Giovanna Benucci dell’Associazione per la Pace di Padova spiega: “E’ già cominciata una raccolta firma molto importante, è una raccolta online e quindi bisognerà che noi aiutiamo le persone, soprattutto quelle di una certa età, che potrebbero fare un po’ fatica con Spid e Cie. Allora i banchetti serviranno e le nostre sedi serviranno proprio per informare ai cittadini che vogliono firmare, saper esattamente cosa devono firmare, e come fare. E’ anche questa è una forma di forza non violenta, però sempre forza? Sì, la non violenza è una forza. Noi l’abbiamo sperimentata in tanti anni, io sono reduce, come altri, da Comiso. nei primi anni 80, quando andavamo giù e in forma non violenta facevamo opposizione alla base militare. Dobbiamo spiegare alle persone che il sistema della non violenza è sistema che paga, che può funzionare. E ricordiamo che si può firmare fino a settembre”.























