Un progetto che unisce solidarietà, innovazione e reinserimento sociale. A Padova prende forma una realtà senza precedenti: un rifugio per gatti all’interno delle strutture carcerarie, pensato per rispondere a un bisogno concreto del territorio e offrire nuove opportunità ai detenuti.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Comune di Padova, la direzione del carcere, i servizi veterinari dell’ULSS 6 Euganea e l’associazione Granello di Senape.
Un investimento da 280 mila euro per un progetto unico
Il Consiglio comunale sarà chiamato a discutere una variazione di bilancio che prevede uno stanziamento di circa 280.000 euro per la realizzazione della struttura.
Il rifugio sarà in grado di ospitare almeno 60 gatti, in particolare animali adulti con problematiche sanitarie, gatti non reinseribili nelle colonie feline e esemplari difficilmente adottabili.
Una risposta concreta a un fenomeno crescente: in città si contano circa 80 colonie feline e oltre 800 gatti monitorati.
Emergenza felina: una risposta strutturata
Secondo i dati dei servizi veterinari, ogni anno vengono recuperati oltre 200 gatti, spesso feriti o impossibilitati a vivere in libertà.
Il nuovo rifugio rappresenta quindi un presidio sanitario e assistenziale oltre che un supporto alle associazioni di volontariato e una soluzione stabile per casi complessi.
Un passo avanti importante per la gestione del randagismo felino urbano.
Carcere e reinserimento: il valore sociale del progetto
Il vero elemento innovativo riguarda il coinvolgimento diretto dei detenuti attraverso attività di volontariato, dei percorsi formativi e professionalizzante esperienze lavorative interne.
i reclusi potranno partecipare alla costruzione e gestione del rifugio. Come sottolineato dalla direttrice della casa circondariale, il contatto con gli animali diventa uno strumento educativo: prendersi cura significa imparare responsabilità, empatia e rispetto.
Un modello di città solidale
L’assessora Margherita Colonnello evidenzia il valore trasversale del progetto: “Un’iniziativa che unisce bisogni diversi, dalla tutela animale alla crescita personale dei detenuti”.
Sinergia tra istituzioni e territorio
Il progetto rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra enti pubblici, sistema sanitario e terzo settore.
Per Aldo Costa si tratta di un segnale importante: un investimento non obbligatorio, ma altamente significativo per la comunità.
Anche il mondo carcerario sottolinea il valore dell’iniziativa, che rafforza il legame tra carcere e città, trasformando un luogo chiuso in uno spazio di relazione e servizio.





















