Si è svolta ieri l’ultima Congregazione generale prima del Conclave che, a partire da questo pomeriggio alle ore 16:30 con il rito dell’Extra Omnes, porterà i 130 cardinali elettori a chiudersi nella Cappella Sistina per scegliere il nuovo Pontefice. La sessione di ieri mattina ha visto il completamento del ciclo di interventi, ben 26 contributi di circa cinque minuti ciascuno, nei quali i porporati hanno tracciato le priorità della Chiesa e delineato il profilo del Papa chiamato a raccogliere l’eredità di Francesco.
Un Papa pastore e costruttore di ponti
Al centro degli interventi la figura di un Papa che sia “Pontefice” nel senso più autentico del termine: un costruttore di ponti in un’epoca segnata da conflitti, violenza e polarizzazione. Secondo quanto riferito dal direttore della Sala Stampa vaticana, Matteo Bruni, nel consueto briefing con i giornalisti, è emersa la richiesta di una guida spirituale che sappia incarnare misericordia, sinodalità e speranza.
I cardinali chiedono un Papa pastore e maestro di umanità, capace di rappresentare una Chiesa samaritana, vicina alle ferite del mondo e impegnata concretamente per la pace, la giustizia sociale e il dialogo.
Le riforme di Francesco al centro del dibattito
Ampio spazio è stato riservato alla continuità delle riforme avviate da Papa Francesco: la lotta agli abusi, la trasparenza economica, la riorganizzazione della Curia romana e il processo sinodale. Temi su cui la responsabilità della Chiesa è percepita come profonda e condivisa. I cardinali hanno ribadito l’urgenza di consolidare un modello di Chiesa che si prenda cura del creato – con riferimenti espliciti alle encicliche Fratelli tutti e Laudato si’ – e che continui a promuovere una cultura della pace.
Un collegio più coeso, una Chiesa più universale
Altri interventi hanno toccato questioni di natura canonica, tra cui il ruolo e i limiti del potere pontificio, la necessità di rafforzare la comunione tra i cardinali e rendere più incisive le riunioni collegiali, in particolare in occasione dei Concistori. Non è mancato il riferimento al servizio ai poveri – anche attraverso la Giornata Mondiale a loro dedicata – e all’importanza della formazione cristiana come atto missionario, con un’attenzione specifica ai territori in cui la libertà religiosa è minacciata.
Appello per la pace e dialogo ecumenico
In vista del 1700° anniversario del Concilio di Nicea, è stato affrontato anche il tema della data comune della Pasqua tra le Chiese cristiane, rilanciando il dialogo ecumenico. Al termine della sessione, è stata letta una Dichiarazione congiunta, proposta da uno dei cardinali presenti, che chiede un cessate il fuoco permanente nei teatri di guerra e rilancia con forza l’urgenza di avviare negoziati di pace. Il testo è stato approvato all’unanimità dalla Congregazione.
Con l’Extra Omnes di questo pomeriggio si aprirà ufficialmente il Conclave 2025, da cui emergerà il successore di Francesco. Il mondo guarda con attenzione al futuro della Chiesa, mentre i cardinali si preparano a scegliere una guida che sappia unire riforma, spiritualità e ascolto del mondo contemporaneo.























