Fuori Concorso, ma dentro al cuore del pubblico. È bastata la proiezione di Oasis: Don’t Look Back in Anger per trasformare una serata dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia in un piccolo rito collettivo, sospeso tra cinema e concerto. Il documentario, diretto dal duo britannico Will Lovelace e Dylan Southern, racconta la reunion della band di Manchester dopo quindici anni di separazione, restituendo al pubblico del Lido uno dei capitoli più attesi della musica rock degli ultimi tempi.
Il tour Live ’25 raccontato da dentro
Il film ripercorre lo storico tour di riunione della band, cominciato a inizio luglio a Cardiff e concluso a fine novembre a San Paolo, in Brasile, attraversando dodici concerti su tre continenti. A firmare il soggetto è Steven Knight, il creatore della serie Peaky Blinders, mentre la regia è affidata a Lovelace e Southern, coppia di documentaristi già autrice di Shut Up and Play the Hits e Meet Me in the Bathroom, entrambi dedicati a momenti di svolta nella storia della musica indipendente.
Il vero cuore pulsante del film, però, non sono soltanto i palchi: il documentario include la prima intervista congiunta rilasciata da Liam e Noel Gallagher dopo oltre quindici anni di gelo reciproco, un confronto che i due registi hanno scelto di costruire con grande cautela, incontrando prima i fratelli separatamente e solo in un secondo momento insieme, una volta che le prove del tour erano già cominciate.
Un film sul perdono, non sullo scontro
Presentando il documentario al Lido, gli stessi Southern e Lovelace hanno spiegato la scelta del titolo, ripreso da uno dei brani più celebri del gruppo: l’obiettivo non era ricostruire nel dettaglio le ragioni della rottura tra i due fratelli, ormai note al grande pubblico, ma raccontare un processo di riconciliazione capace di parlare a un presente segnato, a loro dire, da una diffusa cultura dello scontro e dell’odio sui social media. Liam e Noel Gallagher hanno scelto di non partecipare di persona alla conferenza stampa veneziana, lasciando che fossero lo sceneggiatore e i due registi a raccontare il film ai giornalisti presenti.
Un approccio che il duo di documentaristi ha definito volutamente discreto anche sul piano tecnico: durante le prove, l’obiettivo dichiarato era rendere la troupe quasi invisibile agli occhi della band, mentre nelle riprese dal vivo, affidate a un team che ha utilizzato fino a diciotto telecamere contemporaneamente, l’intenzione era restituire allo spettatore la sensazione fisica di trovarsi realmente dentro lo stadio.
Non solo i Gallagher: il pubblico protagonista
Un elemento che diversi osservatori hanno indicato come il vero valore aggiunto del documentario rispetto ai tradizionali concert-film riguarda l’attenzione riservata al pubblico. Le telecamere si allargano infatti dai due fratelli ai fan di diverse generazioni, in diversi paesi del mondo, restituendo un ritratto di come sia cambiato negli anni il seguito della band: genitori che hanno continuato ad ascoltare gli Oasis durante il lungo silenzio del gruppo e figli che ne hanno ereditato la passione, ritrovandosi fianco a fianco sotto lo stesso palco.
Le reazioni della critica: tra emozione e già visto
Le prime recensioni pubblicate dopo la proiezione veneziana restituiscono un giudizio articolato. Diverse testate hanno sottolineato la capacità del film di generare un coinvolgimento quasi fisico nello spettatore, descrivendo la sala come attraversata da un’energia da vero e proprio rito collettivo, capace di far percepire fino in fondo il peso simbolico della riconciliazione tra i due fratelli, al di là del semplice racconto di un tour di successo.
Non sono mancate, tuttavia, valutazioni più caute, secondo cui il documentario, pur tecnicamente solido e ben confezionato, si adagerebbe fin troppo presto su una struttura narrativa già vista in altri concert-film del genere, risultando un prodotto pensato soprattutto per il pubblico più affezionato alla band, più che un’opera capace di offrire uno sguardo realmente nuovo sulla storia dei suoi protagonisti.
Il film arriverà nelle sale, anche in versione IMAX, a partire dal 9 settembre nel Regno Unito e dall’11 settembre in Italia e in altri mercati internazionali, per poi essere reso disponibile in streaming su Disney+ nel corso dell’anno.























