Il Ministero dell’Istruzione e del Merito e la Procura generale della Corte dei Conti rafforzano la collaborazione avviata nel 2023. Al centro del Protocollo l’educazione finanziaria, la gestione responsabile delle risorse pubbliche e la cultura della legalità.
La scuola diventa sempre più protagonista nella diffusione della cultura della legalità finanziaria e nella formazione dei cittadini di domani. Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e il Procuratore generale della Corte dei conti, Pio Silvestri, hanno rinnovato il Protocollo d’intesa sottoscritto nel 2023, confermando la collaborazione tra le due istituzioni per promuovere nelle scuole la conoscenza dei principi che regolano la gestione delle risorse pubbliche.
L’accordo punta a sensibilizzare studenti e docenti sull’importanza di utilizzare correttamente il denaro pubblico, contrastare gli sprechi e comprendere il valore delle regole che garantiscono il buon funzionamento delle istituzioni.
Un’iniziativa che attribuisce all’educazione finanziaria una dimensione più ampia rispetto alla semplice conoscenza degli strumenti economici: imparare a comprendere come vengono raccolte, amministrate e utilizzate le risorse collettive significa anche sviluppare consapevolezza civica e senso di responsabilità.
Valditara: «L’educazione finanziaria è anche educazione alla legalità»
Nel commentare il rinnovo dell’intesa, il Ministro Giuseppe Valditara ha sottolineato il ruolo fondamentale della scuola nella trasmissione dei valori legati alla responsabilità economica e al rispetto delle regole.
«L’educazione finanziaria è anche educazione alla legalità. Vogliamo insegnare ai nostri giovani il valore del denaro, il rispetto della proprietà privata e la tutela del bene comune», ha dichiarato il Ministro.
Valditara ha inoltre richiamato l’attenzione sulle conseguenze dello spreco e dell’utilizzo illecito delle risorse pubbliche, evidenziando come ogni euro sottratto alla collettività rappresenti una risorsa in meno per i servizi, i cittadini e lo sviluppo del Paese.
Il Ministro ha ribadito che la formazione delle nuove generazioni deve comprendere anche la capacità di riconoscere comportamenti illeciti, abusi e sprechi, promuovendo una cultura fondata sull’onestà, sulla responsabilità e sul rispetto della proprietà privata.
Corte dei conti, il ruolo della scuola nella tutela delle risorse pubbliche
Anche il Procuratore generale della Corte dei conti, Pio Silvestri, ha evidenziato il valore educativo dell’accordo, richiamando le funzioni dell’Istituto nella tutela dei principi costituzionali di buon andamento ed efficienza della Pubblica amministrazione.
La Corte dei conti esercita infatti funzioni di controllo e giurisdizionali che contribuiscono a garantire la corretta gestione delle risorse pubbliche e il rispetto delle regole nell’impiego dei fondi destinati alla collettività.
Secondo Silvestri, portare nelle scuole la conoscenza delle attività della Corte significa offrire ai cittadini di domani gli strumenti per comprendere l’importanza della legalità finanziaria e della corretta amministrazione del denaro pubblico.
L’educazione a questi principi, ha osservato il Procuratore generale, favorisce inoltre il senso di appartenenza alle istituzioni, la fiducia nella loro attività e la crescita culturale del Paese.
Educazione finanziaria e cittadinanza: formare i cittadini di domani
Il rinnovo del Protocollo conferma una collaborazione che punta a integrare nella formazione scolastica temi spesso percepiti come distanti dalla quotidianità degli studenti, ma che incidono direttamente sulla vita economica e sociale della comunità.
Comprendere il significato delle risorse pubbliche, conoscere le responsabilità di chi le amministra e riconoscere le conseguenze degli sprechi rappresentano competenze importanti per esercitare una cittadinanza consapevole.
L’iniziativa richiama inoltre il valore dell’educazione civica come strumento per avvicinare le giovani generazioni alle istituzioni, alla Costituzione e ai principi di trasparenza e responsabilità amministrativa.
La collaborazione tra Ministero dell’Istruzione e del Merito e Corte dei conti punta dunque a rafforzare un messaggio preciso: la tutela del denaro pubblico non riguarda soltanto gli amministratori e gli organi di controllo, ma coinvolge l’intera società.






















