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SCIOPERO GENERALE IN VENETO, PADOVA IN PIAZZA CON 10MILA PERSONE: CORTEO PACIFICO, TENSIONI A VICENZA E MESTRE

31 Ottobre 2026
in Cronaca, Italia, Padova, Politica, Sindacato, Veneto

Padova protagonista della mobilitazione regionale per lo sciopero generale di ieri venerdì 30 ottobre. Circa diecimila persone hanno attraversato il centro cittadino, dalla stazione ferroviaria fino a Prato della Valle, partecipando alla manifestazione promossa dal Coordinamento degli studenti medi con l’adesione di Adl Cobas e Usb. Una partecipazione numerosa, accompagnata da slogan e rivendicazioni contro il caro vita, il riarmo, le politiche del Governo e le condizioni del sistema scolastico.

Il bilancio della Questura di Padova, guidata dal questore Marco Odorisio, è positivo sul fronte dell’ordine pubblico: il corteo si è svolto regolarmente, senza incidenti né criticità. Le operazioni di deflusso da Prato della Valle si sono concluse intorno alle 13.

Una giornata che ha però restituito un quadro diverso nelle altre piazze venete, in particolare a Vicenza e Mestre, dove si sono registrati momenti di tensione tra manifestanti e forze dell’ordine, con diversi feriti secondo le ricostruzioni diffuse.

Padova, diecimila persone in corteo dalla stazione a Prato della Valle

La manifestazione padovana è partita intorno alle 8.30 dal piazzale della stazione ferroviaria. Il corteo ha attraversato piazza Garibaldi e piazza Antenore, passando nei pressi del Comune e dell’Università, per poi proseguire attraverso il quartiere Pontecorvo e raggiungere Prato della Valle da via Sanmicheli e via Cavazzana.

Qui si sono susseguiti gli interventi degli organizzatori e dei rappresentanti delle realtà partecipanti. Rispetto al percorso inizialmente annunciato, il corteo non è transitato davanti agli istituti scolastici Bernardi e Marconi.

La mobilitazione ha portato in strada studenti, lavoratori e attivisti, con una piattaforma di rivendicazioni che ha messo insieme questioni economiche, sociali e politiche. Al centro della protesta il costo della vita, il potere d’acquisto dei salari, le risorse destinate all’istruzione e la contrarietà alle politiche di riarmo.

Scuola, salari e caro vita: le ragioni della protesta

Tra i temi maggiormente evidenziati dagli studenti c’è la condizione degli edifici scolastici e la richiesta di maggiori investimenti pubblici nell’istruzione. Uno degli slogan scanditi durante la manifestazione, «Se ci bloccate il futuro, noi blocchiamo la città», ha sintetizzato il messaggio della mobilitazione studentesca.

Dal fronte sindacale, un rappresentante di Adl Cobas ha richiamato le difficoltà economiche di lavoratori e famiglie, sottolineando come gli stipendi, rimasti sostanzialmente fermi negli anni, fatichino a sostenere l’aumento dei prezzi e dell’inflazione.

Il Coordinamento degli studenti medi ha invitato a partecipare alla mobilitazione per chiedere un cambiamento delle politiche pubbliche, con particolare attenzione alla scuola e alle prospettive delle nuove generazioni.

Bruciata una fotografia del ministro Valditara

Nel corso del corteo alcuni partecipanti hanno dato alle fiamme una fotografia del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Un gesto di contestazione politica che non ha tuttavia determinato scontri o interruzioni della manifestazione.

Secondo le informazioni disponibili al momento, non risultano denunce collegate all’episodio. Eventuali valutazioni e accertamenti potranno chiarire se vi siano ulteriori profili da approfondire.

La manifestazione si è quindi conclusa senza conseguenze sul piano dell’ordine pubblico, nonostante la presenza di migliaia di persone e il carattere acceso di alcune contestazioni.

Il dispositivo di sicurezza della Questura e la ricognizione dall’alto

Per garantire lo svolgimento della giornata, la Questura di Padova ha predisposto un articolato servizio di prevenzione e controllo del territorio. Numerosi agenti sono stati impiegati lungo il percorso, anche con personale in tenuta antisommossa.

Particolare attenzione è stata riservata alla sorveglianza dall’alto: la Polizia di Stato ha utilizzato un velivolo modello Observer, in forza al X Reparto Volo di Venezia, per monitorare lo svolgimento della manifestazione e gli spostamenti dei partecipanti.

Un dispositivo imponente, predisposto anche alla luce delle tensioni registrate sabato 24 ottobre nell’area della stazione ferroviaria. La strategia di prevenzione ha accompagnato l’intero corteo, senza che si rendesse necessario intervenire per fronteggiare situazioni di particolare criticità.

Vicenza, scontri e feriti durante il corteo

Diverso il quadro a Vicenza, dove la manifestazione ha coinvolto un numero di partecipanti stimato tra circa mille e duemila persone, a seconda delle ricostruzioni.

Una parte del corteo avrebbe cercato di raggiungere una rampa della Tangenziale Ovest. Le forze dell’ordine hanno impedito il passaggio ricorrendo a idranti e lacrimogeni. Secondo le cronache, alcuni manifestanti avrebbero risposto con il lancio di petardi e fumogeni.

I momenti di tensione hanno interessato anche la zona di Ponte Alto, nei pressi di una rotatoria e di un supermercato, con ripercussioni temporanee sulla circolazione stradale.

Gli organizzatori hanno riferito di tre manifestanti feriti, tra cui una persona che sarebbe stata colpita alla testa da un lacrimogeno. Il sindacato di polizia Coisp ha invece segnalato agenti feriti e ustionati da artifici pirotecnici, indicando quattro appartenenti al Reparto mobile di Padova.

Nel corso della giornata, durante il rientro verso la stazione, alcuni manifestanti hanno inoltre rimosso le transenne che impedivano l’accesso all’ex hotel Europa, struttura inutilizzata da tempo nella zona di Ponte Alto. Lo stabile sarebbe stato occupato con l’intenzione di organizzare un’assemblea pubblica.

L’episodio riporta l’attenzione anche sul tema degli immobili abbandonati e delle prospettive di recupero e riqualificazione degli edifici inutilizzati.

Mestre, tensioni con la Polizia e agenti feriti

Momenti critici anche a Mestre, dove il corteo si è concentrato in piazzale Cialdini a partire dalle 9. Nei pressi del cavalcavia che conduce verso Venezia, il passaggio dei manifestanti è stato fermato da un cordone delle forze dell’ordine in assetto antisommossa.

Secondo le ricostruzioni, si sarebbe verificato un tentativo di forzare il blocco da parte della testa del corteo, contenuto dagli agenti anche con l’utilizzo dei manganelli. Successivamente la manifestazione si è ricomposta e si è fermata.

Il questore di Venezia ha riferito di sette poliziotti feriti in modo lieve, con tagli e contusioni. Il Coisp ha indicato invece sei appartenenti al Reparto mobile di Padova feriti tra corso del Popolo e la rotatoria di via Gozzi. Un mezzo blindato è stato inoltre imbrattato con la scritta «ACAB».

Parallelamente, un altro corteo ha provocato il blocco del terminal di piazzale Roma a Venezia, ampliando le ripercussioni della mobilitazione sulla viabilità e sui collegamenti.

Sindacati e manifestanti, ricostruzioni diverse sugli scontri

Gli episodi di Vicenza e Mestre hanno alimentato un confronto tra le diverse parti coinvolte. Il sindacato di polizia ha parlato di almeno dieci agenti feriti nelle due città, chiedendo una condanna netta degli attacchi alle forze dell’ordine.

Gli organizzatori e alcune realtà dei movimenti hanno invece denunciato il ferimento di manifestanti, contestando il ricorso a idranti, lacrimogeni e manganelli durante gli interventi di contenimento.

Le ricostruzioni e i bilanci diffusi dalle diverse organizzazioni non coincidono necessariamente. Saranno gli accertamenti delle autorità competenti a consentire una ricostruzione più completa delle singole responsabilità e delle dinamiche degli episodi.

Al momento, sulla base delle informazioni disponibili, non risultano arresti collegati agli scontri descritti.

Padova senza incidenti: nessuna criticità segnalata per il commercio

Il dato che distingue Padova dalle altre piazze venete è l’assenza di incidenti e di particolari problemi di ordine pubblico. La Questura ha definito regolare e pacifico lo svolgimento della manifestazione, mentre non risultano segnalazioni di danni o disagi significativi per le attività commerciali del centro al termine della giornata.

Un elemento rilevante anche alla luce delle preoccupazioni espresse nei giorni precedenti da alcuni operatori economici, che avevano chiesto garanzie per la sicurezza delle attività e regole chiare nella gestione delle manifestazioni.

La partecipazione numerosa non si è dunque tradotta in episodi di violenza, consentendo alla città di concludere la giornata senza particolari conseguenze per la viabilità commerciale e la sicurezza urbana.

Sciopero generale, il Veneto tra protesta sociale e ordine pubblico

La mobilitazione del 30 ottobre ha coinvolto numerose città italiane e, in Veneto, ha interessato Padova, Vicenza, Mestre, Venezia, Treviso, Verona e Schio. Una giornata caratterizzata da una forte partecipazione e da rivendicazioni che hanno spaziato dalla scuola al lavoro, dal costo della vita alle scelte di politica nazionale.

Il confronto tra le diverse città restituisce un quadro articolato: Padova ha registrato il corteo più imponente della regione, senza incidenti, mentre Vicenza e Mestre sono state teatro di tensioni e ferimenti.

Restano ora da chiarire gli eventuali sviluppi degli accertamenti, il bilancio definitivo delle persone ferite e identificate e la situazione dell’ex hotel Europa a Vicenza.

Sul piano politico, la giornata riporta al centro questioni destinate a rimanere nel dibattito pubblico: il finanziamento della scuola, il potere d’acquisto dei salari, il diritto di manifestare e la necessità di garantire la sicurezza di cittadini, lavoratori e forze dell’ordine. Temi che, a Padova, potrebbero assumere ulteriore rilievo anche in vista delle elezioni amministrative del 2027.

Tags: corteocronacamanifestazionemestrepadovapoliticaPolizia di StatoscioperoscontrivenetoVicenza
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