Una minorenne straniera è stata collocata in una comunità dalla Polizia di Stato di Ragusa nell’ambito di un’indagine per ipotesi di autoaddestramento e apologia con finalità di terrorismo, anche internazionale. L’attività investigativa, avviata dopo una segnalazione dell’intelligence, avrebbe fatto emergere la presenza di contenuti riconducibili alla propaganda jihadista e contatti online con soggetti che promuovevano azioni terroristiche.
La vicenda riporta l’attenzione sul fenomeno della radicalizzazione attraverso il web e sui rischi legati alla diffusione di propaganda estremista, soprattutto quando coinvolge persone minorenni.
L’indagine partita da una segnalazione dell’intelligence
Secondo quanto comunicato dal Ministero dell’Interno, l’indagine ha preso avvio da una segnalazione dell’intelligence, che aveva individuato contenuti di matrice jihadista riconducibili alla giovane.
Gli approfondimenti condotti dalla Polizia di Stato avrebbero consentito di ricostruire un quadro caratterizzato dalla presenza di materiale di propaganda estremista e da relazioni telematiche con utenti che si presentavano come appartenenti allo Stato Islamico o che, comunque, promuovevano iniziative terroristiche.
Gli investigatori hanno quindi approfondito l’attività digitale della minorenne, concentrando gli accertamenti sui dispositivi elettronici nella sua disponibilità.
Nei dispositivi video di propaganda e materiale riconducibile al Daesh
Nel corso delle verifiche sarebbero stati individuati video di propaganda contenenti immagini di esecuzioni di prigionieri, materiale apologetico riconducibile al Daesh e documentazione relativa alla realizzazione di ordigni esplosivi artigianali.
Secondo la ricostruzione investigativa, questi elementi sarebbero stati valutati insieme agli altri contenuti digitali e ai contatti intrattenuti dalla giovane, nell’ambito degli accertamenti sulle ipotesi di reato contestate.
La presenza di materiale di propaganda e di documentazione potenzialmente pericolosa rappresenta uno degli aspetti centrali dell’indagine, che punta a chiarire il livello di coinvolgimento della minorenne e la natura delle relazioni sviluppate attraverso internet.
I contatti online con soggetti vicini alla propaganda terroristica
Un ulteriore elemento emerso dagli accertamenti riguarda i contatti telematici con persone che si sarebbero presentate come membri dello Stato Islamico e con utenti impegnati nella promozione di azioni terroristiche.
Le comunicazioni digitali sono ora parte del quadro investigativo attraverso il quale gli inquirenti intendono ricostruire eventuali percorsi di radicalizzazione, forme di adesione ideologica e possibili comportamenti riconducibili alle ipotesi contestate.
L’indagine evidenzia ancora una volta il ruolo degli ambienti digitali nella diffusione di ideologie estremiste e nella possibile attività di avvicinamento e condizionamento di soggetti vulnerabili.
La minorenne collocata in una comunità
Al termine degli accertamenti, la Polizia di Stato di Ragusa ha disposto il collocamento della minorenne in una comunità. Il provvedimento si inserisce nell’ambito dell’attività svolta dalle autorità competenti sulla base degli elementi raccolti durante le indagini.
La giovane è accusata di autoaddestramento e apologia con finalità di terrorismo, anche internazionale. Le contestazioni dovranno essere valutate nelle sedi giudiziarie competenti, nel rispetto delle garanzie previste per i procedimenti che coinvolgono persone minorenni.





















