Un’anomalia nei sistemi di refrigerazione, temperature portate a livelli incompatibili con la conservazione degli alimenti e supermercati costretti a fermare temporaneamente le attività. È lo scenario segnalato tra domenica 1 e lunedì 2 novembre in diversi Paesi europei, dove numerosi punti vendita della grande distribuzione sono stati interessati da gravi malfunzionamenti degli impianti frigoriferi.
Tra i Paesi coinvolti figurano Svezia, Belgio, Lussemburgo, Estonia e Irlanda. Gli episodi, secondo le ricostruzioni diffuse dai media locali ed europei, presenterebbero caratteristiche simili a quelle di un attacco informatico registrato in Francia il 12 ottobre scorso. L’ipotesi è che qualcuno sia riuscito ad accedere ai sistemi di controllo della refrigerazione, modificando a distanza le temperature di frigoriferi e congelatori.
Frigoriferi e congelatori portati fino a 70 gradi
In Svezia, alcuni supermercati delle catene Ica e Coop sono stati interessati dall’anomalia. Le ricostruzioni parlano di temperature innalzate artificialmente fino a 50-70 gradi, con conseguenze potenzialmente molto gravi per migliaia di prodotti alimentari conservati nei banchi refrigerati e nei congelatori.
Diversi punti vendita hanno dovuto interrompere temporaneamente il servizio per gestire l’emergenza e verificare le condizioni delle merci. I danni economici, secondo quanto riportato dalla stampa locale, ammonterebbero a centinaia di migliaia di corone.
La situazione ha comportato anche difficoltà operative. In alcuni negozi sarebbero stati segnalati problemi ai sistemi di cassa, anche se non è ancora chiaro se questi disservizi siano direttamente collegati all’anomalia degli impianti frigoriferi.
Un responsabile di un punto vendita nel sud della Svezia ha raccontato alla televisione pubblica Svt che il personale era impegnato a svuotare i congelatori, ormai compromessi, nonostante alcuni impianti stessero tornando progressivamente a raffreddarsi.
Ica: «Un numero limitato di negozi coinvolti»
Il gruppo Ica ha confermato di essere a conoscenza di un incidente verificatosi durante la notte, che avrebbe compromesso i sistemi di refrigerazione e congelamento di un numero limitato di punti vendita.
Il portavoce Gustaf Nilsson, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa svedese Tt, ha spiegato che l’azienda sta lavorando per ripristinare la normale operatività. Ai clienti sono state rivolte scuse per i disagi provocati dalle chiusure e dalle interruzioni del servizio.
Resta tuttavia da chiarire ufficialmente l’origine dell’incidente e, soprattutto, se tutti i malfunzionamenti segnalati siano riconducibili a un’azione deliberata contro le infrastrutture informatiche dei supermercati.
Belgio, coinvolte anche le grandi catene della distribuzione
Segnalazioni analoghe sono arrivate dal Belgio, dove i problemi avrebbero interessato diversi punti vendita di importanti insegne, tra cui Delhaize, Carrefour, Spar e Intermarché.
L’anomalia sarebbe iniziata intorno alla mezzanotte tra domenica e lunedì, con il coinvolgimento dei sistemi di refrigerazione. Secondo l’agenzia Belga, disservizi sarebbero stati riscontrati anche in un negozio Ikea.
Il quadro descritto dai media evidenzia una criticità che va oltre il singolo esercizio commerciale: un malfunzionamento simultaneo di impianti tecnologici utilizzati da più operatori può mettere sotto pressione l’intera organizzazione della distribuzione, dalla conservazione delle merci alla gestione delle vendite.
Estonia, Lussemburgo e Irlanda: l’allarme si estende
Altri episodi sono stati segnalati in Estonia, Lussemburgo e Irlanda. In Estonia, secondo quanto riferito dall’emittente pubblica Err, gli hacker avrebbero raggiunto il sistema di controllo di una grande catena di supermercati, riuscendo ad aumentare da remoto la temperatura di un congelatore fino a 50 gradi.
Le informazioni disponibili delineano una serie di incidenti distribuiti in più Paesi e caratterizzati da modalità operative simili. Saranno gli accertamenti delle autorità e degli operatori coinvolti a stabilire se si tratti effettivamente di un’unica campagna coordinata o di episodi distinti.
La sicurezza informatica entra nella catena alimentare
La vicenda riporta l’attenzione sulla vulnerabilità delle infrastrutture digitali che governano attività quotidiane e servizi essenziali. I sistemi di refrigerazione dei supermercati, spesso gestiti attraverso piattaforme di controllo e monitoraggio remoto, rappresentano un elemento fondamentale per la sicurezza alimentare e la continuità delle attività commerciali.
Un accesso non autorizzato a questi dispositivi può produrre conseguenze che non si limitano al blocco di un servizio informatico: può compromettere intere partite di alimenti, generare perdite economiche, imporre chiusure temporanee e rendere necessari controlli sulla sicurezza dei prodotti.
Se l’origine dolosa degli episodi sarà confermata, il caso potrebbe diventare un ulteriore campanello d’allarme per il settore della grande distribuzione europea. La protezione delle reti informatiche, dei dispositivi connessi e dei sistemi di gestione degli impianti non è più soltanto una questione tecnologica: riguarda direttamente la sicurezza dei consumatori e la tenuta delle attività commerciali.






















