L’aggressione nell’area rossa dell’ospedale di Padova
Un episodio di violenza al Pronto Soccorso dell’Azienda Ospedaliera di Padova ha provocato la reazione delle istituzioni regionali. Un uomo di 36 anni, trasportato dal 118 in stato di forte agitazione e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, ha aggredito un medico e due infermieri, provocando loro contusioni, e ha danneggiato un ecografo e altre apparecchiature presenti nell’area rossa.
Stefani: «Chi aggredisce un sanitario aggredisce chi si prende cura dei cittadini fragili»
A commentare l’episodio è il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani. “Chi aggredisce un medico o un infermiere mentre sta curando un paziente aggredisce chi ogni giorno si prende cura dei cittadini più fragili”, ha dichiarato. “In un Pronto Soccorso non può esistere una zona franca per la violenza.”
Per Stefani si tratta di un episodio grave, perché colpisce persone impegnate proprio nel loro compito quotidiano di cura e assistenza. Il presidente ha espresso la propria vicinanza, e quella della Regione, agli operatori coinvolti, sottolineando che non si può accettare che chi indossa un camice debba “mettere in conto, come parte del proprio lavoro, anche il rischio di essere aggredito”.
Il ringraziamento alle forze dell’ordine
Stefani ha ringraziato gli agenti del Posto di Polizia dell’Azienda Ospedaliera di Padova e i colleghi delle Volanti, intervenuti con tempestività e riuscendo a riportare la situazione sotto controllo.
«Le norme a tutela del personale sanitario devono trovare piena applicazione»
Il presidente ha ricordato che, quando un medico, un infermiere o un operatore viene aggredito, si interrompe l’attività di cura e si genera paura anche tra gli altri pazienti presenti. Per questo, ha concluso Stefani, è importante che le norme introdotte per rafforzare la tutela del personale sanitario e sociosanitario trovino piena applicazione: “Il messaggio deve essere chiaro: nei nostri ospedali si entra per essere curati e per curare. Chi lavora per salvare e assistere le persone deve poterlo fare senza paura e sapendo di avere le istituzioni al proprio fianco”.
Mosco: «Episodio gravissimo, tre operatori aggrediti mentre lavoravano»
Sulla stessa vicenda è intervenuta anche Eleonora Mosco, consigliera regionale del Veneto e componente della Quinta Commissione Sanità. “Quanto accaduto al Pronto Soccorso dell’Ospedale Civile di Padova è gravissimo”, ha dichiarato. “Tre operatori sanitari aggrediti mentre stavano facendo il proprio lavoro, curando e assistendo chi aveva bisogno di loro.” Mosco ha rivolto la propria piena solidarietà e vicinanza ai professionisti coinvolti.
L’ipotesi allo studio: escludere gli aggressori da bonus e finanziamenti regionali
Mosco ha anticipato di condividere la direzione indicata dal presidente Stefani, che starebbe lavorando a una misura per escludere chi si rende responsabile di aggressioni contro il personale sanitario dall’accesso a bonus e finanziamenti regionali non legati a bisogni essenziali. “È un principio chiaro”, ha spiegato la consigliera: “chi aggredisce una persona che sta garantendo il diritto alla salute degli altri compie un gesto che colpisce l’intera comunità”. Per Mosco non è accettabile “chiedere aiuto alla sanità e poi rispondere con pugni, minacce e violenza a chi quella sanità la fa funzionare ogni giorno”.
«Serve fermezza, difendere i sanitari significa difendere il diritto alla salute di tutti»
Anche Mosco ha ringraziato le forze dell’ordine per il tempestivo intervento, aggiungendo che la Regione deve continuare a lavorare sulla sicurezza negli ospedali e sulla deterrenza, ma che serve altrettanta fermezza nei confronti di chi compie questo tipo di aggressioni. “Difendere i nostri medici, infermieri e operatori significa difendere il diritto alla salute di tutti i cittadini”, ha concluso la consigliera.






















