Il gasolio continua la sua corsa e aggiorna ancora una volta il record storico, nonostante il petrolio sui mercati internazionali abbia mostrato segnali di raffreddamento nelle ultime ore. Secondo l’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del Made in Italy, oggi il diesel self service costa in media 2,340 euro al litro sulla rete stradale nazionale, contro i 2,335 di ieri, mentre la benzina sale a 2,156 euro. A pesare sul portafoglio degli automobilisti si aggiungerà da sabato il nuovo aumento delle accise, che rischia di spingere il gasolio oltre la soglia psicologica dei 2,40 euro.
I prezzi di oggi alla pompa
Sulla rete stradale ordinaria il prezzo medio self service è di 2,156 euro al litro per la benzina e di 2,340 euro per il gasolio. Sulla rete autostradale i valori salgono rispettivamente a 2,248 e 2,422 euro al litro. Restano invariati il Gpl, fermo a 0,748 euro al litro, mentre il metano sale leggermente a 1,880 euro al chilo. Prendendo come riferimento un serbatoio da 50 litri, un pieno di gasolio costa oggi circa 117 euro, contro i circa 108 euro necessari per la benzina.
Un paradosso: il petrolio scende, i prezzi salgono
Il dato più singolare della giornata è il disallineamento tra le quotazioni internazionali del greggio, in calo dopo i segnali di distensione diplomatica tra Stati Uniti e Iran, e l’andamento dei prezzi alla pompa in Italia, che continuano a salire. Un fenomeno che gli analisti del settore spiegano con i tempi tecnici di trasmissione delle variazioni internazionali ai listini nazionali e con le tensioni ancora irrisolte sui mercati dei prodotti raffinati, meno legati in modo diretto al prezzo del greggio rispetto a quanto si creda comunemente.
Il nuovo aumento delle accise da sabato
- Da sabato prossimo scatterà un nuovo rialzo delle accise su benzina e gasolio, dopo la proroga ridotta decisa dal governo nel Consiglio dei ministri del 16 settembre.
- Il taglio delle accise, introdotto a marzo per attutire l’impatto della crisi mediorientale, si sta progressivamente riducendo rispetto ai 17 centesimi al litro inizialmente previsti.
- Secondo le stime degli operatori, senza alcuno sconto fiscale il prezzo medio nazionale del gasolio potrebbe stabilmente superare i 2,40 euro al litro nelle prossime settimane.
L’effetto sui rincari di gas ed elettricità
Il caro energia non si limita ai carburanti stradali: secondo i dati diffusi in questi giorni, a trainare i rincari nel paniere energetico è soprattutto il gas, in crescita del 13,5% su base annua, seguito dall’elettricità. Il presidente di Confindustria Emanuele Orsini ha chiesto un intervento rapido del governo, arrivando a parlare del rischio concreto di un “deserto industriale” per le imprese più energivore, in particolare nel comparto siderurgico.
L’impatto sulle famiglie e sui trasporti
Il rincaro del diesel pesa in modo particolare su autotrasporto, agricoltura e logistica, settori che utilizzano il gasolio come principale fonte energetica per mezzi pesanti e macchinari. I costi aggiuntivi tendono a scaricarsi lungo la filiera fino ai prezzi al consumo di beni e servizi, alimentando pressioni inflattive che si sommano a quelle già registrate sul fronte dell’energia domestica.
L’attenzione resta puntata su due fronti: l’evoluzione dei colloqui diplomatici tra Washington e Teheran, che potrebbe favorire un’ulteriore discesa del petrolio sui mercati internazionali, e le decisioni del governo sul livello delle accise dopo la scadenza di sabato. Solo l’incrocio di questi due fattori dirà se il record del gasolio registrato oggi resterà un episodio isolato o l’ennesimo passo di una corsa che dura ormai da mesi.




















