Un record che attraversa oltre 63 anni di storia repubblicana
Da oggi l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni entra ufficialmente nei libri di storia della politica italiana. Con 1.413 giorni trascorsi a Palazzo Chigi dal giuramento al Quirinale del 22 ottobre 2022, il governo ha superato il precedente primato assoluto, quello del secondo governo guidato da Silvio Berlusconi, rimasto in carica per 1.412 giorni, dall’11 giugno 2001 al 23 aprile 2005.
Si tratta del governo più stabile mai registrato dal 1948 a oggi, capace di reggere oltre tre anni e mezzo di legislatura senza rimpasti profondi: nell’intero periodo sono cambiati solamente tre ministri, un dato che testimonia la tenuta della coalizione di centrodestra formata da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati.
Le tappe della scalata al primato
Il percorso verso il record era iniziato mesi prima: lo scorso 2 maggio l’esecutivo aveva già conquistato il secondo posto della classifica storica, superando il cosiddetto Berlusconi quater, l’ultimo governo guidato dal fondatore di Forza Italia tra il 2008 e il 2011, di cui la stessa Meloni fece parte come ministro della Gioventù. Da quel momento mancavano poco più di quattro mesi per raggiungere anche l’ultimo traguardo rimasto.
La data del sorpasso formale, il 3 settembre, coincide con il giorno in cui il governo raggiunge esattamente i 1.413 giorni di permanenza in carica, un giorno in più rispetto al record precedente. Le celebrazioni ufficiali, secondo quanto trapelato da fonti di maggioranza, sono attese per domani, 4 settembre, con un evento pubblico dedicato al traguardo raggiunto.
Cosa significa il primato per la stabilità del Paese
Oltre al dato simbolico, il primato riaccende il dibattito politico sul valore della stabilità di governo in un Paese storicamente segnato da esecutivi brevi: prima di questa legislatura, il governo più longevo della Seconda Repubblica a guida centrosinistra restava quello di Matteo Renzi, fermo a 1.024 giorni.
Le opposizioni, dal canto loro, non hanno mancato di sottolineare come alla stabilità numerica non sempre corrisponda, a loro giudizio, un bilancio altrettanto solido sul piano dei risultati concreti, mentre la maggioranza rivendica il traguardo come prova della capacità di portare avanti un programma di governo coerente lungo l’intera legislatura.





















