Il ricordo delle 299 vittime
Sono trascorsi dieci anni dal terremoto che, nella notte del 24 agosto 2016, colpì duramente il Centro Italia. Alle 3.36, la prima scossa diede inizio a una lunga sequenza sismica che avrebbe provocato devastazione in numerosi comuni tra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo.
Nel giorno della commemorazione, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha voluto ricordare le 299 vittime del sisma, rivolgendosi anche ai familiari e alle comunità che, a distanza di anni, continuano a confrontarsi con le conseguenze del terremoto.
«Non dimenticheremo mai la notte del 24 agosto 2016», ha dichiarato Meloni, sottolineando il valore della memoria e della vicinanza alle famiglie delle persone che persero la vita.
Dieci anni tra difficoltà e ricostruzione
Nel suo intervento, la presidente del Consiglio ha riconosciuto le difficoltà che hanno caratterizzato il percorso successivo al terremoto. Secondo Meloni, negli anni si sono susseguiti «troppi rinvii e false partenze», che avrebbero rallentato il processo di ricostruzione.
Il Governo, ha affermato la premier, ha assunto la responsabilità di imprimere un cambio di passo, puntando ad accelerare sia la ricostruzione privata sia quella pubblica.
Nel bilancio tracciato da Meloni vengono citati i contributi concessi e liquidati per gli interventi sugli edifici privati e la ripresa degli investimenti destinati alle opere pubbliche, rimaste a lungo in una situazione di rallentamento.
La Basilica di San Benedetto simbolo della rinascita
Tra i simboli della ricostruzione viene ricordata anche la Basilica di San Benedetto a Norcia, quasi completamente distrutta dalla forte scossa del 30 ottobre 2016.
Il recupero dei luoghi simbolici, secondo Meloni, rappresenta una parte importante di un processo che non riguarda soltanto la ricostruzione materiale degli edifici, ma anche la possibilità per le comunità colpite di tornare a vivere e progettare il proprio futuro.
La rinascita economica e sociale dei territori viene infatti indicata come una condizione essenziale per mantenere borghi e città vivi e vitali.
«Molto è stato fatto, ma altrettanto resta da fare»
Il messaggio della presidente del Consiglio guarda quindi anche ai prossimi anni. Meloni ha riconosciuto che il percorso non può considerarsi concluso: «Molto è stato fatto, ma altrettanto resta da fare».
L’obiettivo, ha spiegato, è dare continuità al lavoro condiviso tra istituzioni nazionali e locali, mondo economico, tessuto sociale e sistema produttivo.
Una collaborazione che, nella visione espressa dalla premier, ha consentito di ottenere risultati che inizialmente apparivano difficili da raggiungere.
La sfida della rinascita dell’Appennino centrale
Il tema della ricostruzione si lega così a una prospettiva più ampia: quella della rinascita dell’Appennino centrale.
Non si tratta soltanto di ricostruire abitazioni, edifici pubblici e infrastrutture, ma di favorire le condizioni necessarie affinché le comunità possano restare nei territori colpiti dal sisma, sostenendo attività economiche, servizi e coesione sociale.
A dieci anni dalla prima scossa, il ricordo delle vittime resta dunque intrecciato alla necessità di completare la ricostruzione. Il messaggio di Meloni si chiude con un impegno a proseguire il lavoro, attraverso quella collaborazione tra istituzioni e comunità indicata come elemento centrale per affrontare la sfida della rinascita.






















