L’ultimo bollettino della sorveglianza integrata coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità, pubblicato in coincidenza con il World Mosquito Day, fotografa una diffusione sempre più ampia del virus West Nile sul territorio nazionale. Dall’inizio dell’anno al 19 agosto sono stati confermati 312 casi di infezione nell’uomo, con un incremento di 86 casi rispetto al report precedente di appena una settimana prima, e 13 decessi complessivi.
I numeri del bollettino ISS
Dei 312 casi complessivi, 156 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva della malattia, la più grave, mentre 40 sono stati individuati in modo asintomatico tra i donatori di sangue e 115 hanno determinato una sintomatologia febbrile. Nello stesso periodo sono stati segnalati anche 9 casi di infezione da virus Usutu, distribuiti tra Lombardia, Emilia-Romagna, Marche, Lazio e Piemonte. La letalità calcolata sulle forme neuro-invasive si attesta al 7,7%, un dato in netto calo rispetto al 13,9% registrato nello stesso periodo del 2025.
Meno casi ma diffusione più capillare rispetto al 2025
Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, quando erano stati segnalati 351 casi e 22 decessi, il quadro 2026 mostra numeri assoluti inferiori ma una circolazione del virus estesa a un numero maggiore di territori: le province con dimostrata presenza del West Nile salgono infatti a 60, distribuite in 16 regioni, contro le 55 dello scorso anno. Un dato che, secondo gli esperti, testimonia come il virus si sia ormai stabilmente radicato in gran parte del Paese.
I focolai più recenti: dal Veneto alla Sardegna
Tra gli episodi più recenti figura il primo decesso della stagione in Veneto, un uomo di 84 anni della provincia di Padova con patologie pregresse, e il primo caso umano del 2026 in Abruzzo, registrato a Teramo su un paziente di 85 anni le cui condizioni sono descritte come in miglioramento. Particolarmente sorvegliata resta anche la provincia di Oristano, in Sardegna, dove i contagi confermati sono saliti rapidamente nel corso di agosto, alimentando l’avvio di specifiche attività di disinfestazione da parte dell’azienda sanitaria locale.
Le raccomandazioni degli esperti
Gli epidemiologi ricordano che circa l’80% delle infezioni da West Nile decorre in modo del tutto asintomatico, mentre nel restante 20% dei casi possono comparire febbre, mal di testa e, più raramente, complicanze neurologiche come meningite o encefalite, soprattutto nelle persone anziane o con patologie pregresse. Le autorità sanitarie continuano a raccomandare le misure di prevenzione individuale contro le punture di zanzara, in particolare nelle aree della Pianura Padana dove la circolazione del virus risulta storicamente più intensa.





















