Un furto d’arte di enorme rilievo scuote Messina e il mondo della cultura. Nella serata di sabato 15 agosto 2026, ignoti sono riusciti a entrare nelle sale del Museo Regionale Accascina di Messina, il MuMe, e hanno sottratto quattro opere attribuite ad Antonello da Messina.
Tra i pezzi portati via figurano tre tavole superstiti del Polittico di San Gregorio, capolavoro datato 1473, e una preziosa tavoletta bifronte con la Madonna col Bambino sul recto e il Cristo in Pietà sul verso. La notizia è stata confermata dalle cronache diffuse nella mattinata del 16 agosto.
La direzione del museo ha disposto la chiusura al pubblico per domenica 16 agosto, mentre le forze dell’ordine hanno avviato le indagini per ricostruire la dinamica del colpo e individuare i responsabili.
Il colpo nella notte di Ferragosto
Secondo le prime informazioni, i ladri sarebbero riusciti a eludere i sistemi di allarme e le misure di sicurezza della struttura, raggiungendo le opere esposte.
Il furto avrebbe richiesto una certa conoscenza degli spazi e delle opere custodite nel museo. Gli investigatori stanno ora esaminando gli elementi raccolti sul posto e le immagini degli impianti di videosorveglianza.
Non viene esclusa, al momento, l’ipotesi che eventuali complici possano aver atteso all’esterno della struttura.
La dinamica esatta dell’effrazione resta comunque oggetto di accertamenti e non sono ancora disponibili elementi definitivi sulle modalità con cui il gruppo è riuscito a entrare e ad allontanarsi con le opere.
La direttrice: «Siamo sconvolti»
La direttrice del museo, Marisa Mercurio, ha espresso forte preoccupazione per quanto accaduto, sottolineando il valore delle opere sottratte.
«Siamo sconvolti per quello che è accaduto», ha dichiarato, spiegando che si trattava di alcune tra le opere più importanti e note di Antonello da Messina. La direttrice ha parlato di una perdita pesante per il museo, per Messina e per l’intera comunità dell’arte.
Quali opere sono state rubate
Il bottino comprende quattro opere riconducibili al catalogo di Antonello da Messina.
La parte più importante del furto riguarda il Polittico di San Gregorio, del quale sono state sottratte tre delle tavole oggi superstiti. Il sito ufficiale del Museo Regionale Accascina documenta il polittico e la sua realizzazione nel 1473, collegandola alla committenza delle monache del monastero di San Gregorio.
A essere stata sottratta anche la tavoletta bifronte, un’opera di dimensioni ridotte che presenta due immagini sacre sulle facce opposte.
Il Polittico di San Gregorio – Il polittico fu commissionato ad Antonello da Messina da Fabria Cirino, badessa del monastero di Santa Maria extra moenia.
La composizione originaria era costituita da più tavole. Il museo spiega che il registro superiore è privo dello scomparto centrale, mentre sono rimasti gli elementi con l’Angelo Annunciante e la Vergine Annunciata. Nella parte centrale si trova invece la Madonna in trono col Bambino e angeli reggicorona, affiancata dalle figure di San Gregorio e San Benedetto.
Il Polittico porta la data 1473 e l’iscrizione che identifica Antonello come autore. La storia dell’opera è inoltre segnata dalla dispersione delle sue parti e da successivi interventi di ricomposizione.
La tavoletta bifronte – Particolarmente significativo è anche il furto della piccola tavola bifronte.
Il catalogo ufficiale del museo la identifica come “Tavoletta bifronte”, con la Madonna col Bambino benedicente e un francescano in adorazione sul recto e il Cristo in Pietà sul verso.
L’opera è datata dagli studiosi tra il 1465 e il 1470 ed è realizzata a tempera grassa su tavola. Misura appena 16 per 11,9 centimetri.
Il museo precisa inoltre che l’opera fu attribuita ad Antonello nel 2003 e acquistata dalla Regione Siciliana nello stesso anno, attraverso un’asta di Christie’s.
Le indagini dopo il furto al museo di Messina
Sul posto sono intervenute le forze di polizia insieme agli specialisti della Polizia scientifica, impegnati nei rilievi tecnici.
L’obiettivo è ricostruire ogni fase dell’azione: dall’ingresso dei responsabili nel museo fino alla sottrazione delle opere e alla successiva fuga.
Particolare attenzione viene riservata alle telecamere di videosorveglianza, i cui filmati potrebbero fornire elementi utili all’identificazione degli autori.
La sottrazione di opere di tale rilevanza rende inoltre particolarmente importante la tempestiva circolazione delle informazioni agli organismi competenti nel contrasto al traffico illecito di beni culturali.
Il MuMe, uno dei luoghi simbolo dell’arte a Messina
Il furto colpisce un museo che conserva una parte fondamentale della memoria artistica della città.
L’attuale Museo Regionale Accascina di Messina, dedicato alla storica dell’arte e direttrice Maria Accascina, custodisce collezioni che raccontano la storia artistica messinese dall’antichità fino all’età moderna.
La struttura si trova nell’area che conserva anche testimonianze del monastero basiliano di San Salvatore dei Greci, distrutto dal terremoto del 1908.
Il percorso museale comprende opere di alcuni dei protagonisti dell’arte italiana, con particolare rilievo proprio per Antonello da Messina e Caravaggio. Il museo si sviluppa su più livelli e integra gli spazi espositivi con elementi architettonici e apparati dedicati alla valorizzazione delle collezioni.
La storia del museo dopo il terremoto e la guerra
La storia dell’istituzione è strettamente legata alle vicende della città.
Dopo il terremoto del 1908, le collezioni furono trasferite e riorganizzate nel corso dei decenni successivi. La storica Maria Accascina, alla guida dell’istituto dal 1949 al 1963, ebbe un ruolo centrale nella riorganizzazione delle raccolte dopo i danni provocati anche dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale.
La nuova sede museale è stata inaugurata nel 2017, dando alle collezioni uno spazio espositivo più ampio e moderno.
Un patrimonio di valore internazionale
Il furto assume una dimensione particolare perché coinvolge opere di un artista considerato tra i protagonisti del Rinascimento italiano.
Il Polittico di San Gregorio rappresenta inoltre una testimonianza fondamentale della fase matura di Antonello: il museo evidenzia come nell’opera convivano la tradizione del fondo oro e una concezione dello spazio caratterizzata da rigore prospettico e attenzione alla luce.
Per questo il recupero delle tavole sottratte non riguarda soltanto il patrimonio di Messina o della Sicilia, ma un segmento significativo della storia dell’arte italiana.
Il museo resta chiuso per gli accertamenti
La direzione del MuMe ha disposto la chiusura al pubblico nella giornata di domenica 16 agosto.
La decisione consentirà di proseguire le attività investigative e gli accertamenti necessari dopo il furto.
Restano ora da chiarire diversi aspetti: come sia stato possibile superare le misure di sicurezza, quando sia avvenuta esattamente la sottrazione, quante persone abbiano partecipato al colpo e quale possa essere stata la destinazione prevista per le opere.
La priorità è recuperare i capolavori – In casi di questo tipo, la tempestività delle indagini è fondamentale anche per impedire che le opere vengano trasferite o immesse nei circuiti clandestini del mercato dell’arte.
Le quattro opere sottratte sono facilmente identificabili e la loro provenienza museale è documentata. Questo elemento rende particolarmente delicato qualsiasi tentativo di commercializzazione sul mercato legale.
Il lavoro degli investigatori sarà quindi decisivo per ricostruire il percorso seguito dai responsabili e, soprattutto, per riportare a Messina un patrimonio che appartiene alla storia culturale della città e dell’Italia.
Tabella: le opere attribuite ad Antonello da Messina sottratte al MuMe (*)
| Opera | Datazione | Caratteristiche |
| Tavola del Polittico di San Gregorio | 1473 | Una delle tavole superstiti del celebre polittico |
| Tavola del Polittico di San Gregorio | 1473 | Parte della composizione commissionata dalle monache di San Gregorio |
| Tavola del Polittico di San Gregorio | 1473 | Elemento del complesso pittorico originario |
| Tavoletta bifronte | 1465-1470 | Madonna col Bambino sul recto e Cristo in Pietà sul verso |
(*) Le informazioni sulle opere e sulle loro caratteristiche sono state confrontate con il catalogo ufficiale del Museo Regionale Accascina di Messina.





















