Il vino italiano protagonista globale tra export e identità
A Verona si accendono i riflettori su Vinitaly, una delle più importanti vetrine mondiali dedicate al settore vitivinicolo. Un appuntamento che non è solo commerciale, ma culturale ed economico, capace di raccontare l’Italia attraverso uno dei suoi simboli più riconoscibili: il vino.
A sottolinearne il valore strategico è stato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha evidenziato con forza il ruolo centrale del comparto.
“Il vino italiano è storia, cultura, civiltà, impresa, economia. È uno dei simboli più forti del Made in Italy e una delle avanguardie della nostra esportazione nel mondo”.
Export in crescita: numeri che confermano la forza del settore
Nonostante uno scenario internazionale complesso, segnato da tensioni geopolitiche, dazi e mercati instabili, il vino italiano dimostra una resilienza superiore rispetto ai competitor.
“I risultati del 2025 lo dimostrano: siamo cresciuti persino negli Stati Uniti del 7,2% e il vino italiano ha resistito meglio dei suoi competitor diretti”, ha dichiarato Urso.
A livello globale, l’export registra un incremento superiore al 3%, un dato che consolida il posizionamento dell’Italia tra i principali esportatori mondiali, arrivando a competere con realtà consolidate come il Giappone.
Nuovi mercati e sfide internazionali
Il futuro del settore passa ora da una strategia di espansione verso nuovi mercati e dalla capacità di adattarsi ai cambiamenti globali.
“Dobbiamo ridurre i rischi, resistere nei mercati che si chiudono e cogliere le opportunità in quelli che si aprono, come Mercosur, India e Australia”.
Un’indicazione chiara: il vino italiano non può fermarsi, ma deve continuare a investire su innovazione, qualità e promozione internazionale.
Vinitaly e Operawine: vetrine strategiche per il Made in Italy
Eventi come Operawine e Vinitaly rappresentano piattaforme fondamentali per valorizzare non solo il vino, ma l’intero sistema Italia.
Tra i protagonisti istituzionali presenti a Verona anche Francesco Lollobrigida (Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste), Gianmarco Mazzi (Ministro del Turismo), Matteo Zoppas (Presidente di ICE Agenzia) e il sindaco di Verona Damiano Tommasi.
Una presenza che testimonia il peso politico ed economico del comparto vitivinicolo.
Un settore chiave tra turismo, cultura e sviluppo economico
Il vino non è solo export: è anche un potente motore turistico e identitario. Dalle cantine alle colline, fino alle grandi fiere internazionali, rappresenta un asset strategico per l’intero Paese.
Le parole di Urso tracciano una linea chiara: investire nel vino significa investire nell’Italia.























