L’intervento e il bollettino ufficiale
Papa Leone XIV è stato sottoposto al Policlinico Gemelli di Roma a un intervento chirurgico per l’asportazione del lobo inferiore del polmone destro, eseguito con tecnica videoassistita. Secondo il bollettino diffuso dopo l’operazione, la parte chirurgica è durata circa 90 minuti, mentre la permanenza in sala operatoria si è fermata intorno alle tre ore. L’esito è stato definito positivo, senza complicanze.
L’esame istologico estemporaneo, eseguito durante l’intervento, ha confermato la diagnosi di adenocarcinoma polmonare, ipotesi già emersa dagli accertamenti preoperatori. È questo il passaggio che ha reso ufficiale la natura maligna della lesione: fino a ieri il Vaticano aveva parlato soltanto di un nodulo circoscritto.
L’annuncio dell’Angelus e le tappe di questi giorni
La notizia era stata data dallo stesso Leone XIV domenica 11 ottobre, al termine dell’Angelus in piazza San Pietro. Il Papa, che ha compiuto 71 anni il 14 settembre, aveva spiegato che durante alcuni controlli i medici avevano individuato un nodulo circoscritto al polmone, in una fase molto iniziale e ben localizzato, e che aveva deciso di operarsi seguendo il loro consiglio.
Un annuncio in prima persona di questo tipo ha un precedente: nel luglio 1992 Giovanni Paolo II comunicò dall’Angelus il ricovero al Gemelli, dove tre giorni dopo fu operato per un tumore intestinale benigno. Il Gemelli, del resto, è da decenni l’ospedale di riferimento dei pontefici, con un appartamento riservato al decimo piano.
L’équipe medica e il decorso previsto
L’intervento è stato affidato alla squadra coordinata dal professor Stefano Margaritora, direttore della Chirurgia toracica del Gemelli, con accanto il medico personale del Papa, Luigi Carbone. Il programma prevede una degenza di circa sette giorni, al termine della quale Leone XIV farà ritorno in Vaticano. L’agenda degli impegni viene riprogrammata giorno per giorno.
Che cos’è l’adenocarcinoma polmonare
L’adenocarcinoma è il sottotipo più frequente tra i tumori polmonari non a piccole cellule. Quando viene individuato in fase iniziale, la chirurgia può rappresentare il trattamento principale; il percorso successivo dipende però dalla stadiazione definitiva, cioè dall’esame completo del tessuto asportato. Al momento, tra le fonti consultate, non risultano comunicati su stadiazione o eventuali terapie successive per il Papa. Le informazioni di questo paragrafo sono generali e non sostituiscono il parere del medico.
Le reazioni delle istituzioni e del mondo cattolico
Dopo l’annuncio dell’11 ottobre erano arrivati i messaggi del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, della premier Giorgia Meloni e della Conferenza episcopale italiana, per voce del cardinale Matteo Zuppi. Diverse realtà ecclesiali, tra cui Comunione e Liberazione, avevano invitato a pregare per la salute del Pontefice.
Il viaggio in America Latina: cosa resta da chiarire
Il tema più delicato per l’agenda è il viaggio apostolico in Uruguay, Argentina e Perù, che nelle ricostruzioni è collocato a meno di un mese dall’intervento, con la tappa peruviana indicata dal 7 novembre. Il Papa aveva indirettamente confermato la visita nel Paese andino; spetterà ora alla Santa Sede dire se il calendario resterà invariato e come sarà gestita la convalescenza.






















