Cena a Palazzo: confronto tra i leader della maggioranza
Un incontro riservato, definito “di routine”, ma arrivato in uno dei momenti più delicati per l’esecutivo. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha riunito nella sua residenza romana i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani per fare il punto sull’azione di governo.
Il vertice si inserisce in un contesto complesso, segnato da tensioni politiche interne, criticità economiche e scenari internazionali instabili.
Settimana cruciale tra economia e politica
Il confronto arriva dopo giorni turbolenti per la maggioranza.
Tra i dossier più urgenti spiccano l’aumento del prezzo del gasolio, con picchi fino a 2,7 euro al litro; inoltre, la pressioni delle imprese per i tagli agli incentivi di Transizione 5.0 e lo scenario internazionale segnato dal conflitto in Medio Oriente.
Un quadro che impone, secondo fonti di governo, decisioni rapide e coordinate.
Accise sui carburanti: verso una proroga
Uno dei temi centrali è il futuro del taglio delle accise.
La misura, introdotta il 18 marzo e in scadenza il 7 aprile, prevede la riduzione di 25 centesimi al litro per benzina e gasolio oltre il taglio di 12 centesimi al chilo per il GPL.
L’orientamento dell’esecutivo sarebbe favorevole alla proroga, ma al momento non è stata ancora presa una decisione definitiva.
Il nodo Turismo dopo le dimissioni
Altro tema prioritario è la nomina del nuovo ministro del Turismo dopo l’uscita di Daniela Santanchè.
La presidente del Consiglio mantiene al momento l’interim, ma si lavora a una soluzione rapida. Prende quota l’ipotesi di un tecnico di area e tra i nomi circolati figura Alessandra Priante.
Una volta individuata la figura, Meloni dovrebbe recarsi al Quirinale per formalizzare la nomina.
Pressing politico e richieste dell’opposizione
Nel frattempo cresce la pressione delle opposizioni.
Le forze di minoranza chiedono che Giorgia Meloni riferisca alle Camere su alcuni punti in particolare, ovvero sull’esito del referendum, sulle dimissioni recenti nel governo e sulle prospettive dell’azione politica.
Tra le voci più critiche, quella di Matteo Renzi, che ipotizza anche scenari di elezioni anticipate.
Il richiamo del Quirinale e le tensioni interne
A pesare sul clima politico anche il monito del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha richiamato alla responsabilità nazionale e internazionale in un contesto globale segnato da conflitti e instabilità.
Non mancano tensioni interne all’esecutivo, con divergenze in particolare sulle politiche industriali, sugli incentivi alle imprese e anche sulla gestione delle risorse.
Un quadro che rende la settimana decisiva per gli equilibri di governo.
Tra stabilità e incognite future
Nonostante le difficoltà, la linea ufficiale resta quella della continuità.
L’ipotesi di un voto anticipato non è più considerata un tabù, ma la priorità dichiarata è la stabilità. Eventuali elezioni anticiperebbero una fase delicata e il Governo punta a recuperare consenso dopo il referendum.
Il vertice tra Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani segna l’inizio di una settimana chiave.
Tra decisioni economiche urgenti, equilibri politici da consolidare e nuove nomine da definire, il governo si trova davanti a un passaggio cruciale per la propria tenuta e per il futuro dell’agenda politica.





















