di Gori Claudio (direttore@irog.it)
Padova, la minoranza chiede accesso agli stabilimenti Alstom
Un’ispezione diretta negli stabilimenti di Strasburgo per verificare lo stato reale della produzione dei tram del progetto Sir2. È questa la richiesta ufficiale inviata al sindaco Sergio Giordani dai consiglieri di minoranza del Comune di Padova.
A comunicarlo è il vicepresidente del Consiglio comunale Ubaldo Lonardi, che denuncia la mancanza di dati certi: “secondo il cronoprogramma, i mezzi già completati dovrebbero essere tra i 17 e i 18, ma il sospetto è che ce ne siano solo un paio”.
La richiesta nasce dopo il Consiglio comunale del 25 marzo, durante il quale il sindaco non ha fornito il numero dei tram prodotti, rimandando la risposta a una comunicazione scritta entro un mese. Una tempistica giudicata “troppo tardiva” dall’opposizione.
Il nodo Strasburgo: “Capannoni deserti e produzione ferma”
A rafforzare i dubbi è la testimonianza della consigliera comunale Elena Cappellini, che racconta la sua visita negli stabilimenti francesi avvenuta oltre un anno fa.
Secondo Cappellini, la situazione trovata era allarmante per via della assenza di personale sufficiente, assenza di mezzi in produzione e capannoni sostanzialmente vuoti.
“Non c’erano linee produttive – afferma – ma solo attività artigianali. Ho visto due o tre persone, non di più. Già allora era evidente che le scadenze non sarebbero state rispettate. Il termine fissato dal PNRR per il completamento del sistema, infrastruttura più mezzi, è il 30 giugno 2026, ma l’ipotesi più realistica, secondo l’opposizione, è uno slittamento al 2027 o oltre.”
Ritardi e fondi PNRR: il rischio per la città
Il progetto Sir2 rappresenta uno degli interventi più impattanti per la mobilità padovana, finanziato anche con fondi del PNRR.
Secondo i dati forniti, sono già stati anticipati circa 46,4 milioni di euro (40% del totale), spesi da Alstom circa 29,2 milioni (dato aggiornato al marzo 2025) e non si hanno informazioni su eventuali ulteriori pagamenti successivi.
Il timore espresso è concreto: una città “sventrata” dai cantieri ma senza mezzi pronti a circolare.
La lettera al sindaco: “Serve trasparenza immediata”
Nella lettera inviata a Giordani, Lonardi chiede formalmente l’accesso agli stabilimenti Alstom di Strasburgo per una verifica diretta dei tram completati ovvero chiede l’accreditamento di una delegazione della minoranza della Giunta.
La visita, che la minoranza è pronta a finanziare autonomamente, dovrebbe includere consiglieri comunali, un tecnico esperto del progetto e giornalisti.
Obiettivo dichiarato: garantire trasparenza su un’opera strategica per la città.
Critiche alla gestione: “Mancano risposte e chiarezza”
Le accuse dell’opposizione sono pesanti e trasversali. Il consigliere comunale Manuel Bianzale evidenzia una contraddizione: “dopo un recente viaggio in Francia, il sindaco non ha saputo dire quanti tram siano stati effettivamente realizzati. Non stiamo parlando di oggetti piccoli – sottolinea – ma di convogli lunghi centinaia di metri: o ci sono o non ci sono”.
Disagi crescenti per cittadini e imprese
Davide Meneghini, anch’egli consigliere del Comune di Padova, parla di una situazione destinata a peggiorare: “traffico congestionato nelle ore di punta, difficoltà per lavoratori e studenti oltre ad un impatto negativo su commercio e accessibilità. Non siamo al culmine dei disagi, ma solo all’inizio”, afferma.
I dubbi sul contratto: “Rischio enorme per il Comune”
Sul piano legale interviene il consigliere comunale e avvocato Roberto Moneta, che evidenzia criticità nel contratto tra APS Holding e Alstom.
Tra i punti più controversi fa emergere l’anomalia dei pagamenti anticipati rispetto alla consegna, delle penali irrisorie (massimo 10.000 euro), della tolleranza di 6 mesi sui ritardi e anche sulle garanzie bancarie giudicate insufficienti: “Un’esposizione finanziaria enorme a fronte di tutele minime”.
Il caso CAF e le incognite industriali
Emergono anche interrogativi su possibili subappalti e rapporti tra Alstom e CAF, altro grande player europeo del settore.
Secondo Lonardi CAF sarebbe coinvolta per una quota del 12% per la costruzione dei mezzi del tram padovano; puntualizza che potrebbero esserci controversie tra le aziende e non è chiaro l’impatto sulla produzione dei tram di Padova.
“Serve chiarezza prima che sia troppo tardi”
Il quadro che emerge dalla conferenza stampa di questa mattina è quello di un progetto strategico circondato da incertezze: ritardi nella produzione, mancanza di dati ufficiali, tensioni politiche e rischi economici.
La richiesta dell’opposizione è netta: fare luce subito sulla reale situazione per evitare che Padova si ritrovi con cantieri aperti, fondi spesi e nessun tram operativo.





















