“Dpfp: ovvero la manovra che non c’è. Dopo mesi di anticipazioni sui giornali il Dpfp (Documento programmatico di finanza pubblica) è straordinariamente silente sulla manovra. Ci dice con chiarezza che la manovra non avrà alcun impatto sul Pil nel 2026, e già questa non è una bella notizia. Ma poi usa solo frasi generiche su spesa sanitaria, investimenti, fisco, natalità. La parola pensioni non compare neppure.
Eppure il Dpb (Documento programmatico di bilancio) dovrà essere mandato in Europa entro il 15 ottobre. Una domanda allora al ministro Giorgetti prima di quella data: cosa intende fare sulle pensioni? I famosi tre mesi in più di aumento dell’età pensionabile, come risultato dell’aggancio alla speranza di vita voluto dal governo Berlusconi, scatteranno o no? Non sarebbe ora di dirlo visto che a gennaio era stato proprio il ministro a redarguire l’Inps che ne aveva anticipato il calcolo negli applicativi e da allora non se ne è più saputo niente?”
Così in una nota Maria Cecilia Guerra, responsabile Lavoro nella segreteria nazionale del Pd.





















