“Dalle caserme ai parchi” è anche la scritta che campeggia come monito di speranza nel pannello posizionato all’ingresso del Parco Cavalleggeri realizzato dalla nota artista padovana Carolì.
“Un impegno mantenuto: sono ufficialmente partiti i lavori alla caserma ex Prandina, che segneranno l’inizio di una grande trasformazione urbana. Una partenza storica. Quello che per decenni è stato un luogo militare chiuso e abbandonato diventerà un grande parco aperto alla città, uno spazio verde e di pace nel cuore di Padova.”
Con queste parole il Vicesindaco Andrea Micalizzi annuncia l’avvio dell’intervento sull’area dell’ex caserma Prandina, destinata a diventare uno dei più importanti polmoni verdi cittadini.
Conclusa la progettazione definitiva il Comune inizia dunque le operazione propedeutiche al parco iniziando a liberare le aree dagli edifici della caserma così come previsto espressamente dalla Soprintendenza e dal Ministero del Beni Culturali che hanno indicato una soluzione progettuale che rispettasse l’origine di quel luogo anticamente adibito ad orti, tra i monasteri Benedettini e le Mura del ‘500 e che la caserma aveva bruscamente trasformato realizzando gli edifici militari che hanno distrutto quell’impostazione urbanistica di cui si trova traccia evidente nella Pianta del Valle.
“I lavori di demolizione avviati in questi giorni – spiega Micalizzi – sono propedeutici alla bonifica dell’area e riguardano esclusivamente gli edifici che la Soprintendenza ha definito incongrui indicandone la rimozione. Sono per lo più edifici diroccati con tetti sfondati, residui della vecchia caserma in disuso da decenni. Gli immobili di valore storico e architettonico saranno invece recuperati e trasformati in spazi a servizio della comunità. Le bonifiche saranno molto impegnative, la caserma e l’abbandono hanno maltrattato l’area dal punto di vista ambientale che ora va bonificata da presenze di rifiuti vari, idrocarburi e amianto”.
Il progetto prevede oltre alla realizzazione del grande parco anche la riqualificazione dei tre edifici vincolati:
il primo sarà destinato a funzioni ricreative con bar e ristorante a servizio del parco e una sala civica da 200mq per iniziative e eventi. Il secondo, la cosiddetta Cavallerizza, sarà adibito a spazio espositivo e museale, il terzo diventerà uno spazio pubblico civico di oltre 1.000 mq, una vera e propria “casa di quartiere” per iniziative, incontri e attività condivise con la cittadinanza.
Oltre al recupero funzionale, l’intervento punta fortemente sulla sostenibilità. “Parliamo di una grande operazione dal punto di vista ambientale che restituirà tanto spazio al verde, convertendo in parco molte superfici che erano adibite a strade (anche una parte considerevole dell’attuale via Orsini), magazzini militari e piazze d’armi – sottolinea Micalizzi – depavimentando così gran parte dell’area e portando le superfici permeabili a verde da meno del 40% di ora ad oltre l’80%: questo significa più spazio di natura, più alberi, più ombra, più bellezza e meno cemento. È un cambiamento radicale che restituisce ai padovani un’area che è di grande pregio monumentale perché collocata tra le Mura del ‘500 e i Monasteri Benedettini e che non è mai stata usata dai padovani in quanto prima usata come orti dei monasteri e poi come caserma”.
Con questo progetto, l’Amministrazione mantiene un impegno solenne che la città inseguiva da oltre 40 anni, il recupero dell’ex caserma Prandina, e lo fa proseguendo con concretezza il proprio impegno per una Padova più verde, inclusiva e attenta alla memoria e al valore storico dei luoghi. “Trasformare una ex caserma in un parco urbano è un messaggio potente: passiamo da uno spazio chiuso e militare a un luogo di pace, apertura e incontro. Dalle caserme ai parchi: così costruiamo il futuro di Padova.”





















