A Montegrotto Terme un incontro sulla comunicazione politica
La comunicazione politica nell’era digitale, il peso dei social network e il rapporto tra consenso online e partecipazione reale. Sono stati questi alcuni dei temi al centro della presentazione di Senza maschera, il libro di Tommaso Longobardi, responsabile della comunicazione di Giorgia Meloni, svoltasi a Montegrotto Terme, in provincia di Padova.
A introdurre l’incontro sono stati Elisabetta Baldi, Mauro Fecchio e Filippo Ascierto, esponenti di Fratelli d’Italia di Padova e provincia. Erano presenti anche esponenti di Fratelli d’Italia tra cui il consigliere comunale di Padova Enrico Turrin. L’appuntamento si è trasformato anche in un’occasione di confronto e approfondimento sul ruolo della comunicazione nella politica contemporanea.
«Un like non vale un voto»: il rapporto tra social e consenso
Nel suo intervento, Longobardi ha posto l’accento su una distinzione fondamentale: la popolarità sui social network non coincide necessariamente con il consenso elettorale.
Secondo la sua esperienza, la comunicazione digitale dovrebbe partire dalle idee, dalla storia e dai valori di una persona, anziché costruire artificialmente un personaggio attraverso contenuti virali e strategie orientate esclusivamente alla crescita dei follower.
Longobardi ha raccontato di aver impostato il proprio lavoro con Giorgia Meloni cercando di valorizzarne il percorso politico e le posizioni, senza subordinare le scelte comunicative alle tendenze del momento. Una visione che, nella sua ricostruzione, privilegia la coerenza rispetto alla ricerca di un consenso immediato.
Il punto non riguarda soltanto la presenza online: un’interazione può esprimere interesse, divertimento o dissenso. Per questo, il numero di visualizzazioni e commenti non può essere considerato, da solo, una misura affidabile del rapporto tra politica ed elettorato.
Il territorio resta centrale: ascoltare i cittadini prima di comunicare
Un altro passaggio significativo ha riguardato il rapporto tra comunicazione digitale e presenza sul territorio, particolarmente rilevante per amministratori locali e candidati.
Longobardi ha richiamato l’attenzione sul rischio di confondere una comunità di follower con una comunità elettorale. Conoscere i problemi quotidiani, incontrare le persone, frequentare i luoghi di aggregazione e ascoltare le esigenze locali rimangono attività distinte dalla gestione dei profili social.
La comunicazione, in questa prospettiva, può contribuire a rendere più chiari ed efficaci i messaggi, ma non sostituisce la conoscenza diretta delle comunità.
Per chi fa politica nei Comuni e nei territori del Veneto, il tema pone una questione concreta: come utilizzare gli strumenti digitali senza perdere il contatto con le persone e con le loro necessità?
Dalle idee alla narrazione: spiegare anche le scelte difficili
Nel corso dell’incontro si è parlato anche dell’importanza di spiegare non soltanto le decisioni assunte, ma le ragioni che le motivano. Longobardi ha descritto questo approccio come un elemento della comunicazione istituzionale e politica di Meloni, richiamando alcuni episodi della sua esperienza professionale.
Il confronto ha toccato inoltre la gestione delle controversie pubbliche e il rapporto tra comunicazione istituzionale e comunicazione politica, due dimensioni che richiedono linguaggi e obiettivi differenti.
La presentazione di Senza maschera a Montegrotto Terme ha così offerto uno spunto di riflessione su una trasformazione che coinvolge l’intero panorama politico: nell’epoca dell’intelligenza artificiale e dei contenuti immediati, la sfida non consiste soltanto nel raggiungere più persone, ma nel rendere riconoscibili le idee e mantenere una relazione credibile con i cittadini.

























