La demolizione dell’ex hotel Abritto, all’ingresso del quartiere Arcella a Padova, diventa oggetto di una richiesta di chiarimenti all’amministrazione comunale. Ubaldo Lonardi, consigliere comunale del gruppo Lega, ha indirizzato al vicesindaco Antonio Bressa una richiesta di accesso agli atti e un’interrogazione per ricostruire le tappe amministrative che hanno portato all’abbattimento dell’edificio.
Al centro dell’iniziativa c’è il destino dello stabile di via Jacopo d’Avanzo, riconoscibile per le sue caratteristiche architettoniche in stile Liberty e considerato da Lonardi un elemento significativo dell’identità storica dell’Arcella. Il consigliere contesta soprattutto la rapidità con cui, a suo giudizio, si sarebbe arrivati alla demolizione, dopo anni in cui si era parlato anche della possibilità di recuperare l’immobile.
Ex hotel Abritto, il nodo della tutela architettonica
Nella lettera indirizzata a Bressa, Lonardi ricorda le ipotesi avanzate negli anni per trasformare l’ex albergo in uno studentato destinato a circa cento universitari, salvaguardando almeno l’aspetto esterno della struttura.
Il consigliere esprime sorpresa per l’esito della vicenda e solleva interrogativi sul percorso che avrebbe condotto alla rimozione del vincolo, alla vendita dell’immobile e al rilascio dei titoli edilizi necessari per procedere con la demolizione e la ricostruzione.
La demolizione dell’ex Abritto era stata annunciata pubblicamente nel corso del 2026, dopo l’acquisto da parte della società Ruffato Mario Srl e la prospettiva di realizzare nuovi appartamenti.
Accesso agli atti: Lonardi chiede documenti e date
L’iniziativa del consigliere della Lega punta a ottenere una ricostruzione documentale delle principali fasi della procedura. In particolare, Lonardi chiede di conoscere:
- gli atti relativi alla rimozione del vincolo da parte della Soprintendenza;
- la data della compravendita e l’identità del soggetto acquirente;
- la data di presentazione del progetto di demolizione e ricostruzione, con il passaggio alla destinazione residenziale;
- gli estremi del permesso di costruire e della comunicazione di inizio lavori.
L’obiettivo dichiarato è fare chiarezza sulle decisioni amministrative e sui tempi che hanno preceduto l’avvio del cantiere, così da ricostruire le responsabilità e le procedure seguite.
La richiesta sugli affidamenti alla Ruffato Mario
Nella richiesta viene inserito anche un ulteriore punto: Lonardi domanda il numero e gli importi degli affidamenti diretti e delle gare di cui l’impresa Ruffato Mario di Campodarsego sarebbe risultata beneficiaria dal 2017, anno di insediamento delle amministrazioni guidate da Sergio Giordani.
Si tratta di una richiesta di dati amministrativi che, nella lettera, si affianca alla ricostruzione della vicenda dell’ex hotel. La domanda è volta a conoscere gli incarichi e gli importi interessati; non costituisce, di per sé, un’accusa di irregolarità nei confronti dell’impresa o dell’amministrazione.
Il Comune avrebbe potuto acquistare l’immobile?
Lonardi chiede inoltre se Palazzo Moroni abbia valutato l’acquisto dell’ex Abritto, eventualmente in collaborazione con Ferrovie dello Stato, per conservarlo in vista della futura riorganizzazione dell’area della stazione ferroviaria.
Il riferimento è ai progetti connessi all’alta velocità e alla cosiddetta “facciata nord” della stazione, con possibili ricadute sull’assetto di via d’Avanzo. Secondo il consigliere, la disponibilità dell’immobile avrebbe potuto rappresentare un’opportunità da valutare nel quadro della trasformazione urbana prevista per la zona.
Nell’interrogazione, Lonardi domanda quindi se l’ipotesi di acquisto sia stata presa in considerazione e, in caso contrario, per quali ragioni non sia stata perseguita.
Arcella, tra rigenerazione urbana e memoria storica
La vicenda dell’ex hotel Abritto riporta al centro del dibattito il rapporto tra riqualificazione urbana, nuove destinazioni immobiliari e conservazione degli edifici che caratterizzano la storia dei quartieri.
Da una parte, il progetto di demolizione e ricostruzione è stato presentato come un intervento per restituire una funzione a un immobile da tempo inutilizzato; dall’altra, associazioni e cittadini hanno espresso preoccupazione per la perdita di un edificio considerato rappresentativo dell’architettura Liberty dell’Arcella.
Con la richiesta di accesso agli atti e l’interrogazione rivolta al vicesindaco Antonio Bressa, Lonardi chiede ora all’amministrazione di fornire elementi documentali sulle scelte compiute e sulle valutazioni relative al futuro dell’area. La ricostruzione delle procedure e le risposte del Comune potranno contribuire a chiarire i passaggi della vicenda.























