La visita al municipio di Cadoneghe
Il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha fatto visita questa mattina, mercoledì 30 settembre, al municipio di Cadoneghe per esprimere il proprio sostegno al sindaco Marco Schiesaro. Il primo cittadino è finito al centro delle cronache dei giorni scorsi dopo aver rifiutato di completare l’iter per la cittadinanza italiana di una donna di origine marocchina, sposata con un cittadino italiano e residente in Italia da quindici anni.
Salvini: «Ringrazio uno dei tanti sindaci che fanno rispettare la legge»
«Ci tenevo stamattina a uscire dall’ufficio a Roma per ringraziare uno dei tanti sindaci che ogni giorno lavorano con passione, con impegno, con poche risorse, ma con tanto entusiasmo e fanno rispettare la legge», ha dichiarato il segretario della Lega. Salvini ha aggiunto di augurarsi che altri amministratori si comportino come Schiesaro, definendolo “l’ottimo sindaco di Cadoneghe” e dicendosi sorpreso da chi, in questi giorni, ha parlato di razzismo a proposito della vicenda.
Il nodo della lingua italiana e il ruolo della Prefettura
Al centro della vicenda c’è il possesso, da parte della richiedente, del requisito linguistico previsto dalla legge per ottenere la cittadinanza italiana, fissato a un livello non inferiore al B1. Salvini ha sostenuto che la donna avrebbe già dimostrato in due occasioni di non saper parlare italiano, nonostante quindici anni di permanenza sul territorio nazionale. Il vicepremier ha ricordato che sarà ora la Prefettura a effettuare gli accertamenti definitivi sul possesso del requisito.
Ricordando che l’anno scorso l’Italia ha concesso quasi 200.000 cittadinanze, Salvini ha invitato “tutta Italia” a verificare con attenzione se chi richiede la cittadinanza conosca quantomeno alcune parole della lingua italiana.
Le parole sulla condizione della donna in alcune famiglie
Il leader della Lega ha posto anche una questione più ampia, chiedendosi che concetto della donna esista in alcune famiglie islamiche se, dopo quindici anni di vita in Italia, non viene appresa la lingua. Per Salvini si tratterebbe di “un certo tipo di subcultura che ritiene la donna un essere inferiore”, ribadendo che per usanze come il matrimonio precoce, le spose “in vendita” o l’obbligo del velo “non c’è posto” in Italia, definendole “incompatibili con i nostri diritti e le nostre libertà”.
Il Viminale: «Corretta la decisione del Comune di Cadoneghe»
A sostegno della linea del sindaco è intervenuto anche il Ministero dell’Interno, che in un post sui social ha scritto: la legge prevede che per ottenere la cittadinanza italiana sia necessaria un’adeguata conoscenza della lingua, requisito fondamentale di integrazione sociale, culturale e civile. Per questo, si legge nella nota del Viminale, la decisione del Comune di Cadoneghe di sospendere il giuramento della cittadina straniera, che non riusciva a comunicare in italiano né a leggere la formula di rito, sarebbe stata ritenuta corretta.
Ostellari: «Piena solidarietà a Schiesaro, le offese non possono essere uno strumento di confronto»
Al coro di sostegno per il sindaco si aggiunge anche il senatore Andrea Ostellari, sottosegretario di Stato alla Giustizia, che ha espresso “piena solidarietà” a Schiesaro per gli insulti ricevuti. Secondo Ostellari, le offese non possono essere uno strumento di confronto e diventano ancora più gravi quando colpiscono un amministratore che chiede semplicemente il rispetto delle regole.
Il sottosegretario ha inoltre sottolineato che il riconoscimento della cittadinanza italiana non può essere considerato “solo una formalità”, ma rappresenta l’approdo di un processo di integrazione che porta con sé diritti, doveri e l’appartenenza reale alla comunità. Su questi principi, ha concluso Ostellari, servono “serietà e rispetto”.
Salvini apre anche sul futuro sindaco di Padova: «Marcato sarebbe un ottimo sindaco»
Nel corso della visita in provincia, Salvini ha affrontato anche il tema delle prossime amministrative di Padova, indicando in Roberto Marcato il nome che la Lega intende proporre agli alleati di coalizione. «Da segretario della Lega, per me Roberto Marcato sarebbe non un ottimo candidato, ma un ottimo sindaco di Padova», ha detto, sottolineando la competenza amministrativa dimostrata dall’esponente leghista.
Salvini ha ricordato che la Lega conta oltre 500 sindaci in tutta Italia, definendoli “la spina dorsale” del partito, e ha ribadito la logica di coalizione già seguita per la vittoria alle Regionali, auspicando lo stesso metodo per le comunali di Padova: «Noi giochiamo di squadra, sempre abbiamo vinto la Regione in squadra, rivinceremo le politiche in squadra». Ha inoltre precisato di non voler “imporre niente sulla testa di nessuno”, lasciando intendere che per altre città, come Verona, la proposta del candidato spetterà agli alleati.






















