Nel finale del suo intervento sul pratone di Pontida, tra applausi e contestazioni, Matteo Salvini ha spiazzato tutti: convocherà un congresso straordinario della Lega a ottobre per chiedere ai militanti se ha ancora la loro fiducia. Oggi alle 15, nella sede di via Bellerio a Milano, si riunisce il Consiglio federale che dovrà dare forma alla proposta. La mossa arriva dopo mesi di tensioni con l’ala nordista del partito e in un clima descritto da molti osservatori come il più teso degli ultimi anni.
La mossa a sorpresa sul palco di Pontida
Secondo le cronache, Salvini non aveva condiviso la decisione con nessuno, né con i fedelissimi né con i critici. Nell’annuncio ha detto di voler tornare al congresso per chiedere se ha la fiducia della «famiglia» leghista, e di volerlo fare per alzata di mano. Ha poi lanciato un avvertimento: la prima voce fuori posto dovrà spiegare ai militanti perché fa un favore alla sinistra. Il messaggio politico è duplice: rimettere in gioco la leadership per rafforzarla, e costringere chi dissente a uscire allo scoperto.
Il nodo: congresso elettivo o programmatico?
Tutta la partita si gioca sulla formula, che verrà stabilita dal Consiglio federale.
- Congresso elettivo: Salvini si presenterebbe da segretario dimissionario e sarebbe possibile una candidatura alternativa.
- Congresso programmatico: l’assise servirebbe ad avallare o bocciare la linea politica del segretario, con possibili ritocchi allo statuto sul modello dell’ultimo congresso.
Va ricordato che il congresso di Firenze dell’aprile 2025 aveva confermato Salvini alla guida del partito fino al 2029. Nell’ala nordista c’è chi definisce l’annuncio una trovata comunicativa.
Un raduno segnato dalle divisioni
Sul prato il clima è stato teso. Mentre parlava il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo, i cori «Matteo, Matteo» dei salviniani si sono sovrapposti ai «Romeo, Romeo» dei nordisti, con qualche scambio di insulti in un derby mai visto sul pratone. Romeo ha rilanciato l’idea di una Lega unica in forma di confederazione fra Nord, Centro e Sud. Il governatore lombardo Attilio Fontana ha rivendicato l’obiettivo del federalismo e di un partito che restituisca voce ai territori, mentre Luca Zaia ha ribadito la centralità della questione settentrionale.
Gli appelli all’unità e la linea di Giorgetti e Calderoli
Il ministro Giancarlo Giorgetti ha sostenuto che i nemici sono fuori dalla Lega, mentre Roberto Calderoli ha invitato i dirigenti a un esame di coscienza «a partire da me e Salvini». Lo stesso Salvini ha insistito sull’unità: «Si vince uniti», ha detto, e la Lega non ha padroni. Nel discorso ha difeso la linea federalista e autonomista unita all’impegno sovranista in Europa, e ha attaccato la stampa per come ha raccontato il raduno.
Bossi, il pratone e i temi della campagna
Momento di forte impatto simbolico: il prato di Pontida è stato intitolato a Umberto Bossi, scomparso il 19 marzo. Al termine dell’evento Salvini e Calderoli hanno affisso la targa dedicata al fondatore. Sul piano programmatico i dirigenti hanno rimesso al centro alcune bandiere: la cosiddetta Quota 64 sulle pensioni, la legge per la revoca della cittadinanza, la battaglia contro l’islamizzazione e la sicurezza.
Perché conta per il governo
La Lega è un pilastro della maggioranza: ogni scossone interno può riverberarsi sull’esecutivo, mentre si avvicina la stagione elettorale del 2027 e la riforma della legge elettorale entra nel passaggio decisivo. Il congresso di ottobre non è dunque solo una questione di partito, ma un test sulla tenuta dell’intero centrodestra.
Le prossime tappe
Oggi il Consiglio federale definirà data e formula dell’assise. Da lì si vedrà se i nordisti accetteranno la sfida presentando una candidatura alternativa o se sceglieranno la via del confronto sulla linea politica. Le prossime settimane diranno se la scommessa di Salvini si trasformerà in un rilancio o in una resa dei conti.























