Nel dibattito politico e amministrativo che riguarda la fusione tra Interporto Padova S.p.A. e Padova Hall S.p.A., emergono interrogativi sulla massima trasparenza delle informazioni presentate al Consiglio comunale durante la seduta dell’11 maggio 2026.
In questa intervista, l’Ing. Leonardo Antonio Cetera espone le proprie valutazioni sulla delibera approvata dall’aula consiliare, soffermandosi in particolare sul ricorso al TAR presentato dal gruppo Aponte/Rail Hub-Medlog in relazione alla procedura riguardante la ‘Newco Terminal’ e la vendita da parte di Interporto del 70% delle azioni della nuova società.
Due risultavano gli offerenti, entrambi enormi gruppi del settore, facenti capo a PSA di Singapore e ad Aponte (MSC) italo-svizzero.
Le dichiarazioni riportate in questa intervista riflettono esclusivamente le opinioni espresse dall’intervistato sulla base di informazioni da lui ritenute di pubblico dominio.
“Perché ritiene rilevante il ricorso al TAR nella vicenda?”
Secondo Leonardo Antonio Cetera, il ricorso amministrativo rappresenterebbe un elemento significativo nel contesto della delibera approvata dal Consiglio comunale e nelle informazioni riportate sull’intera vicenda.
“Da quanto emerso pubblicamente, il ricorso al TAR sulla gara per la Newco Terminal sarebbe stato depositato il 30 aprile 2026, quindi prima della votazione dell’11 maggio: A mio giudizio era quindi un elemento che avrebbe dovuto essere rappresentato ai consiglieri comunali prima del voto.”
Cetera sottolinea che nel testo della delibera approvata non vi sarebbero riferimenti espliciti all’esistenza del contenzioso amministrativo che blocca l’aggiudicazione definitiva impedendo la certezza sui benefici economici indotti.
“Qual è, secondo lei, il nodo economico centrale?”
L’intervistato concentra l’attenzione sul piano economico-finanziario collegato alla fusione tra Interporto Padova e Padova Hall.
“La delibera richiama la sostenibilità finanziaria dell’operazione e considera, tra gli elementi principali, l’incasso previsto dalla vendita del 70% della partecipazione nella Newco Terminal per circa 75 milioni di euro.”
Secondo Cetera, il punto critico riguarderebbe proprio il fatto che quella procedura risulterebbe oggetto di impugnazione davanti al TAR.
“Se il giudice amministrativo dovesse modificare la graduatoria, cambierebbe anche e soprattutto lo scenario economico prospettato. La differenza tra le offerte sarebbe di circa 15 milioni di euro: 60 milioni incassati da Interporto (e apportati nella Newco) anziché i 75 riportati in delibera”.
“Lei sostiene che il Consiglio comunale non fosse pienamente informato?”
Leonardo Antonio Cetera evidenzia un tema di trasparenza istituzionale e correttezza amministrativa.
“Un Consiglio comunale chiamato a esprimersi su una delibera di questa portata, a mio avviso, avrebbe dovuto doverosamente essere informato dell’esistenza del ricorso e delle possibili conseguenze economiche.”
L’intervistato precisa che la sua posizione riguarda il metodo con cui sarebbero state condivise le informazioni durante il procedimento deliberativo.
“La trasparenza istituzionale non dovrebbe essere considerata una scelta opzionale, ma una condizione essenziale per consentire ai consiglieri di votare con piena consapevolezza.”
“Quali chiarimenti chiede oggi alla politica e alle istituzioni?”
Nelle sue dichiarazioni, Cetera auspica ulteriori chiarimenti pubblici sulla tempistica delle informazioni relative al ricorso amministrativo.
“Credo che i cittadini abbiano il diritto di comprendere chi fosse a conoscenza del ricorso, da quando e se queste informazioni siano state condivise in aula prima della votazione.”
“A mio giudizio, è doveroso un ritorno in aula per una nuova discussione, previo annullamento della delibera votata il giorno 11 maggio inficiata da un così clamoroso errore di valutazione dovuto alla insufficiente, meglio errata informazione fornita per iscritto nella delibera stessa.
Una vicenda incredibile, che abbisogna di immediata chiarezza, doverosa, e che deve essere certo valutata in tutti i suoi passaggi da chi sovrintende alla correttezza degli atti amministrativi del Consiglio Comunale”.
L’ingegnere ribadisce che le sue valutazioni si basano su documenti e informazioni pubblicamente disponibili. e auspica che eventuali verifiche possano chiarire ogni aspetto della vicenda.
Il contesto della vicenda
La delibera approvata dal Consiglio comunale l’11 maggio 2026 riguarda la fusione per incorporazione di Padova Hall S.p.A. in Interporto Padova S.p.A., operazione collegata anche (per riflessi economico-finanziari) al progetto relativo alla Newco Terminal.
Al centro del dibattito vi è il ricorso amministrativo presentato dal gruppo Aponte/Rail Hub-Medlog, secondo classificato nella procedura relativa alla cessione del 70% della società terminalistica di Interporto.
La questione potrebbe assumere rilevanza sotto il profilo economico-finanziario qualora il procedimento davanti al TAR producesse effetti sulla graduatoria o sugli importi previsti dal piano economico dell’operazione.























