Le opposizioni attaccano la Giunta Giordani sulla fusione tra Padova Hall e Interporto
È scontro aperto in Consiglio Comunale a Padova sulla fusione per incorporazione di Padova Hall in Interporto Padova S.p.A.. Durante la seduta di ieri 11 maggio, i gruppi consiliari di minoranza hanno duramente contestato l’operazione definendola “il simbolo del fallimento gestionale e politico della Fiera di Padova”.
Nel documento firmato dai consiglieri comunali di opposizione emerge una critica frontale all’amministrazione guidata dal sindaco Sergio Giordani, accusata di aver gestito senza trasparenza una delle operazioni economico-industriali più rilevanti dell’intera consiliatura.
Le accuse delle opposizioni: “Manca una strategia industriale”
Secondo i consiglieri di minoranza, la fusione viene presentata come un intervento di razionalizzazione ed efficientamento, ma in realtà rappresenterebbe una manovra per assorbire debiti e criticità finanziarie della Fiera all’interno di una società economicamente più solida.
“Due realtà completamente diverse” – Le opposizioni sottolineano come Padova Hall e Interporto abbiano mission aziendali profondamente differenti:
- da un lato logistica e intermodalità;
- dall’altro attività fieristiche, promozione economica e attrattività territoriale.
Da qui nasce il principale interrogativo politico: la fusione servirà davvero a costruire una nuova strategia economica per Padova oppure sarà soltanto un’operazione di salvataggio finanziario?
“Oltre 50 milioni dispersi e tre piani industriali falliti”
Nel duro intervento letto in aula, i consiglieri contestano nove anni di gestione amministrativa senza che, a loro dire, sia mai stata assunta una responsabilità politica per il fallimento dei precedenti piani industriali.
Le contestazioni principali
Tra i punti più critici evidenziati dalle opposizioni:
- perdite di bilancio reiterate;
- assenza di una visione industriale;
- mancanza di trasparenza nelle decisioni;
- esclusione del Consiglio Comunale dalle scelte strategiche;
- assenza di un piano industriale pubblico.
Secondo i firmatari, il Consiglio sarebbe stato chiamato soltanto a ratificare decisioni già prese altrove.
Il nodo politico: “Troppo potere concentrato in Interporto”
Altro tema centrale del dibattito riguarda la crescente concentrazione del controllo economico cittadino attorno a Interporto Padova.
Dopo ZIP, anche la Fiera entrerebbe infatti nell’orbita della società logistica, creando – secondo le opposizioni – un centro di potere economico “sempre più vasto e sempre meno controllato”.
Critiche anche ai soci privati
Nel documento si evidenzia inoltre come i soci privati di Interporto vedrebbero rivalutarsi le proprie quote senza nuovi investimenti o particolari rischi imprenditoriali.
Per questo motivo le minoranze sostengono che sarebbe stato più corretto valutare prima una totale acquisizione pubblica di Interporto, discutendo solo successivamente una possibile integrazione con la Fiera.
L’uscita dall’aula delle opposizioni
Al termine dell’intervento, i gruppi consiliari di minoranza hanno annunciato l’uscita dall’aula consiliare come forma di protesta politica.
Nel comunicato finale le opposizioni attribuiscono “l’intera responsabilità del fallimento politico e industriale” al sindaco e alla sua maggioranza, accusati di non aver saputo rilanciare uno dei principali asset economici della città.
“Padova merita risposte”
Secondo i consiglieri firmatari, restano ancora senza risposta questioni decisive:
- quale sarà il nuovo modello di business;
- quale posizionamento competitivo avrà la Fiera;
- quali investimenti saranno previsti;
- quali filiere economiche si intendono sviluppare;
- quali benefici concreti avrà la città nei prossimi anni.
Per le opposizioni, senza queste garanzie la fusione rischia di trasformarsi esclusivamente in un’operazione finanziaria priva di una reale visione strategica per il futuro economico di Padova.
Questa risulta la posizione condivisa dai Gruppi Consiliari di Minoranza, i Consiglieri Comunali: Battistella Valentina, Bianzale Manuel, Cappellini Elena, Cavatton Matteo, Cruciato Roberto, Lonardi Ubaldo, Mazzarolli Ludovico, Meneghini Davide, Moneta Roberto, Mosco Eleonora, Peghin Francesco, Tarzia Luigi e Turrin Enrico.





















