Un sito internet costruito per apparire come il portale ufficiale del Tribunale di Faenza, istituzione giudiziaria che in realtà non esiste, è stato sottoposto a sequestro dagli specialisti del Centro operativo per la sicurezza cibernetica (Cosc) di Bologna.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, il portale sarebbe stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale generativa, utilizzati per riprodurre l’aspetto e la struttura tipici dei siti istituzionali dell’Amministrazione della giustizia.
Un portale costruito per sembrare istituzionale
Il sito presentava elementi grafici, strutturali e comunicativi progettati per richiamare quelli normalmente utilizzati dai portali ufficiali della giustizia.
All’interno erano inoltre presenti contenuti apparentemente riferibili all’attività giudiziaria e informazioni relative anche alle aste giudiziarie. Una combinazione di elementi che, secondo gli investigatori, avrebbe potuto indurre gli utenti a ritenere autentico il portale e a considerare effettivamente esistente il presunto ufficio giudiziario.
Proprio la capacità del sito di presentarsi come una fonte istituzionale avrebbe rappresentato uno degli aspetti più rilevanti dell’attività di accertamento svolta dalla Polizia.
L’intelligenza artificiale utilizzata per rendere credibile il falso portale
Gli approfondimenti condotti dal Cosc di Bologna avrebbero consentito di ricostruire le modalità con cui il sito è stato predisposto e successivamente pubblicato online.
Gli investigatori hanno individuato elementi che fanno ritenere probabile l’impiego di strumenti di IA generativa nella realizzazione del portale.
L’utilizzo di queste tecnologie avrebbe contribuito a conferire al sito un’apparenza particolarmente simile a quella dei portali istituzionali, aumentando quindi la possibilità di trarre in errore gli utenti sulla reale natura del servizio.
Il caso evidenzia così anche una delle nuove frontiere delle frodi online: la possibilità di utilizzare strumenti di intelligenza artificiale per realizzare rapidamente contenuti e interfacce digitali capaci di imitare l’aspetto di servizi ufficiali.
Il riferimento alle aste giudiziarie
Tra i contenuti presenti sul falso portale figuravano anche riferimenti alle aste giudiziarie, un settore nel quale l’apparenza di ufficialità può assumere particolare rilevanza per gli utenti alla ricerca di informazioni o opportunità di acquisto.
Gli accertamenti dovranno ora stabilire se e in che modo il sito sia stato concretamente utilizzato per ottenere denaro, dati personali o altre informazioni dagli utenti.
Al momento, infatti, sono ancora in corso verifiche per accertare l’eventuale presenza di persone rimaste vittime dell’attività fraudolenta.
La Procura di Bologna dispone il sequestro
Alla luce degli elementi raccolti durante le indagini, la Procura della Repubblica di Bologna ha disposto il sequestro preventivo d’urgenza del sito.
Il provvedimento ha reso il portale non più raggiungibile dagli utenti della rete, impedendone la prosecuzione dell’utilizzo.
Il sequestro rappresenta quindi una misura finalizzata a interrompere la disponibilità online del sito mentre proseguono gli accertamenti investigativi.
Indagini in corso per individuare i responsabili
L’attività investigativa non è conclusa. Gli specialisti del Cosc stanno proseguendo gli accertamenti per individuare i soggetti che avrebbero realizzato e gestito il portale.
Parallelamente, gli investigatori stanno verificando se qualcuno possa essere stato effettivamente tratto in inganno dal falso sito e abbia subito conseguenze riconducibili alla presunta attività fraudolenta.
La vicenda mostra, ancora una volta, quanto sia importante verificare attentamente l’autenticità dei portali che si presentano come siti istituzionali, soprattutto quando vengono richiesti dati personali, informazioni riservate o pagamenti.
Un falso sito istituzionale nell’era dell’intelligenza artificiale
Il caso del presunto Tribunale di Faenza introduce inoltre un elemento particolarmente significativo: l’impiego dell’intelligenza artificiale generativa nella costruzione di un portale capace di riprodurre l’immagine e il linguaggio di un’istituzione pubblica.
Un sito graficamente credibile, tuttavia, non costituisce di per sé una garanzia di autenticità. La verifica del dominio, dei riferimenti ufficiali e delle informazioni pubblicate rimane essenziale per evitare di affidarsi a servizi digitali contraffatti.






















