Shenzhen, notte fonda per i colori azzurri: la Coppa sfuma in semifinale
Si interrompe a Shenzhen il cammino dell’Italia, campionessa uscente della Billie Jean King Cup, fermata in semifinale dall’Ucraina con un netto 2-0 che consegna alla nazionale dell’Est Europa il pass per la prima finale della sua storia nella competizione. Sul veloce indoor della Shenzhen Bay Sports Centre Arena, la squadra guidata da Jasmine Paolini non è riuscita a invertire una tendenza che, punto dopo punto, ha premiato con nettezza le avversarie.
A completare il quadro delle Finals, l’Ucraina attende ora la Repubblica Ceca nell’atto conclusivo in programma domenica, in un confronto che si preannuncia già ricco di interesse per gli appassionati di tennis internazionale.
Paolini ko contro Svitolina: un doppio 6-2 senza appello
Il punto decisivo del confronto è arrivato dal duello tra le rispettive prime giocatrici. Jasmine Paolini, numero uno del team italiano, ha ceduto in circa sessanta minuti di gioco a Elina Svitolina, che ha chiuso i conti con un perentorio 6-2 6-2. Una prestazione di altissimo livello da parte della tennista ucraina, capace di indirizzare l’incontro fin dalle prime battute e di non concedere mai davvero margini di rientro alla toscana.
Il computo complessivo dei punti conquistati racconta bene la differenza in campo: 58 per Svitolina contro i 31 dell’azzurra, apparsa lontana dai livelli mostrati nei turni precedenti del torneo, quando aveva saputo imporsi anche su avversarie di primissimo piano del circuito.
Il precedente pesa: la rivincita di Svitolina un anno dopo
Non è un dettaglio da poco: proprio dodici mesi fa, sempre in semifinale a Shenzhen, era stata Paolini ad avere la meglio su Svitolina, seppur al termine di una rimonta, come già accaduto in tutti i precedenti confronti diretti tra le due. Stavolta, invece, la tennista di Odessa ha voluto imporre fin da subito il proprio ritmo, senza lasciare spazio a colpi di scena, anche per lasciarsi alle spalle la battuta d’arresto subita pochi giorni prima contro la belga Minnen.
Determinante il rovescio della numero 7 del ranking mondiale, arma con cui ha colpito vincente da ogni angolazione del campo, mettendo costantemente in difficoltà la numero 20 WTA e certificando un dominio tecnico e mentale che ha caratterizzato l’intero match.
La sfida che ha aperto le danze: Kalinina piega Grant
Prima del confronto tra le rispettive punte di diamante, era stata la sfida tra le seconde giocatrici a indirizzare la contesa. Anhelina Kalinina ha avuto la meglio su Tyra Grant con il punteggio di 6-3 6-4, regalando all’Ucraina il primo punto della serata e mettendo pressione sulla nazionale italiana, chiamata a una rimonta che alla fine non si è concretizzata.
Il successo dell’Ucraina rappresenta anche una sorta di rivincita sportiva rispetto all’eliminazione patita proprio in semifinale nell’edizione 2025 della competizione, chiudendo idealmente un cerchio aperto un anno prima sullo stesso campo.
Nonostante lo stop, la nazionale azzurra si conferma tra le realtà più solide del panorama tennistico internazionale, forte dei due titoli conquistati nelle stagioni precedenti. La sconfitta di Shenzhen chiude comunque un percorso che aveva visto Paolini distinguersi anche contro avversarie di altissimo profilo, a testimonianza di una crescita del movimento che continuerà a essere protagonista negli appuntamenti a venire del tennis femminile mondiale.






















