UGL Padova: «La sicurezza non può essere considerata un costo»
La morte di Altin Kokici, 50 anni, titolare di una ditta edile del Vicentino, trovato senza vita all’interno del vano ascensore di un edificio in ristrutturazione in via Goito a Padova, riporta drammaticamente l’attenzione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
In attesa che gli accertamenti della Polizia e gli esami medico-legali chiariscano l’esatta dinamica dell’accaduto, UGL Padova, attraverso il segretario provinciale Fabio Beltempo, ritiene necessario aprire una riflessione più ampia sulle condizioni nelle quali quotidianamente si lavora nei cantieri e, più in generale, sul rapporto tra sicurezza, formazione, rispetto delle regole e qualità del tessuto sociale.
La Regione Veneto dispone di un sistema di sorveglianza epidemiologica sugli infortuni mortali e gravi e dal 2026 il monitoraggio è stato esteso anche agli eventi gravi.
Beltempo: «Dietro ogni incidente c’è una persona, non soltanto una statistica»
«Di fronte alla morte di un lavoratore – afferma Fabio Beltempo, segretario provinciale UGL Padova – non possiamo limitarci alla cronaca dell’accaduto o aspettare il risultato delle indagini. Prima di tutto viene il rispetto per la persona, per la sua famiglia e per chi gli voleva bene».
«Allo stesso tempo – prosegue Beltempo – dobbiamo chiederci cosa possiamo fare concretamente affinché la sicurezza non venga affrontata soltanto dopo una tragedia. Prevenzione, formazione, controlli e cultura del lavoro devono procedere insieme».
Il sindacato sottolinea che l’obiettivo non deve essere quello di alimentare contrapposizioni, ma di rafforzare una cultura della prevenzione condivisa da imprese, lavoratori, istituzioni, enti di controllo e organizzazioni sindacali.
Sicurezza nei cantieri: più prevenzione prima dell’emergenza
Secondo UGL Padova, una strategia efficace dovrebbe partire da una maggiore attenzione alle situazioni di rischio presenti nei cantieri, soprattutto durante interventi di ristrutturazione nei quali possono coesistere lavorazioni differenti e condizioni operative variabili.
Il sindacato propone di rafforzare:
- formazione pratica e periodica dei lavoratori;
- aggiornamento sulla sicurezza anche per titolari e responsabili delle imprese;
- verifica effettiva delle condizioni dei cantieri;
- attenzione particolare ai lavori in quota e agli spazi con rischio di caduta;
- coordinamento tra le diverse imprese eventualmente presenti nello stesso cantiere;
- informazione chiara sui rischi prima dell’inizio delle lavorazioni;
- controlli mirati nei comparti maggiormente esposti.
«Non basta consegnare un documento o far firmare un modulo – sottolinea Beltempo –. La formazione sulla sicurezza deve diventare una competenza realmente utilizzata durante il lavoro quotidiano».
Il Veneto e il nodo della prevenzione
Il tema assume una dimensione regionale. La Regione Veneto pubblica periodicamente un Bollettino degli infortuni mortali e gravi, utilizzato anche per programmare interventi di prevenzione mirati alle principali situazioni di rischio.
Anche INAIL rende disponibili dati aggiornati sugli infortuni attraverso rilevazioni mensili e semestrali. I dati più recenti pubblicati dall’Istituto includono le rilevazioni al 30 aprile 2026.
Per UGL, questi strumenti devono essere utilizzati non soltanto per fotografare il fenomeno, ma anche per individuare dove concentrare formazione, vigilanza e prevenzione.
Dal degrado sociale alla cultura della responsabilità
Il tema della sicurezza sul lavoro, secondo il sindacato, si inserisce in una questione più ampia che riguarda la qualità della vita e della cultura della sicurezza.
UGL Padova propone di collegare maggiormente educazione alla legalità, formazione professionale e cultura del lavoro, soprattutto nei confronti delle nuove generazioni.
«Una società che vuole ridurre il degrado – spiega Beltempo – deve investire anche nella cultura della responsabilità. Rispetto delle regole, dignità del lavoro, formazione e consapevolezza dei rischi non sono concetti separati».
Il sindacato ritiene quindi utile sviluppare iniziative nelle scuole, negli istituti professionali e nei percorsi di formazione destinati ai giovani che si avvicinano al mondo del lavoro.
La proposta: un patto territoriale per sicurezza e lavoro
UGL Padova propone di avviare un confronto territoriale permanente tra istituzioni, organizzazioni sindacali, associazioni datoriali, enti di formazione e organismi competenti in materia di prevenzione.
L’idea è costruire un percorso articolato su quattro direttrici:
1. Prevenzione.
Individuare preventivamente i settori e le lavorazioni maggiormente esposti al rischio.
2. Formazione.
Rendere la formazione più concreta, aggiornata e collegata alle effettive condizioni di lavoro.
3. Controlli.
Rafforzare la capacità di intercettare situazioni di rischio prima che si trasformino in incidenti.
4. Cultura.
Portare la sicurezza fuori dai soli luoghi di lavoro, sviluppando una cultura della legalità e della responsabilità già durante i percorsi scolastici e professionali.
«La sicurezza riguarda tutti»
«La sicurezza sul lavoro – conclude Beltempo – non può essere una materia affidata esclusivamente agli addetti ai lavori. Riguarda ogni cittadino, perché dietro ogni lavoratore c’è una famiglia e dietro ogni impresa ci sono persone, professionalità e responsabilità».
«La tragedia di via Goito – conclude il segretario provinciale UGL Padova – deve innanzitutto essere accertata in ogni suo aspetto dagli organi competenti. Ma, al tempo stesso, può e deve spingerci a fare una cosa concreta: chiederci se esistano strumenti di prevenzione che possiamo rafforzare e come possiamo farlo prima che si verifichi un’altra tragedia».
UGL Padova manifesta infine la propria disponibilità a partecipare a un confronto con le istituzioni e con le parti sociali per trasformare il tema della sicurezza da emergenza periodica a priorità permanente delle politiche del lavoro.






















