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ALFA ROMEO ESPONE LA LEGGENDARIA RL SUPER SPORT “TARGA FLORIO” PER IL ZOUTE GRAND PRIX 2019

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Con un patrimonio sportivo unico al mondo, il marchio Alfa Romeo era presente ancora una volta al tradizionale Zoute Grand Prix con una pietra miliare della sua storia. Si tratta dell’Alfa Romeo RL Super Sport “Targa Florio” del 1923, concessa in prestito dal Museo Storico Alfa Romeo – La macchina del tempo.

La gamma Alfa Romeo RL ha fatto il suo debutto nel 1921 ed è riuscita a coniugare nel tempo prestazioni di guida brillanti e spirito di competizione. Il modello era dotato di un motore a sei cilindri in linea da 3 litri. Introdotta nel 1922, la versione RL “Sport” venne prodotta insieme alla RL “Normale”.

Il motore a sei cilindri da 2916 cm3 della versione Normale erogava 56 CV, mentre la versione Sport, con il caratteristico radiatore a diedro, aveva una cilindrata di 2994 cm3 grazie a un alesaggio di 76 mm anziché 75 mm (con la corsa invariata a 110 mm) e un rapporto di compressione più elevato (5,5:1 invece di 5,2:1) che portavano la potenza a 71 CV. Grazie al passo accorciato e al peso contenuto, la versione Sport raggiungeva una velocità massima di 130 km/h rispetto ai 110 km/h del modello Normale.

Con l’introduzione della sesta e della settima serie nel 1925, la Sport fu sostituita dalla Super Sport, con motore da 83 CV. Il motore a sei cilindri in linea da 3 litri era costituito da un monoblocco e una testata in ghisa, da un albero a camme laterale con azionamento a ingranaggi, da due valvole per cilindro, da due carburatori e da un’accensione con magnete ad alta tensione. La Super Sport era dotata anche di freni con tamburi maggiorati (420 mm di diametro), di un cambio a quattro marce più retromarcia con comando a leva centrale e, come il modello precedente, raggiungeva una velocità massima di 130 km/h.

Tra il 1922 e il 1927 furono prodotte complessivamente 2631 Alfa Romeo RL, tra cui 392 Super Sport: 304 unità della sesta serie nel 1925 e 88 modelli della settima serie, tra il 1926 e il 1927.

Il palco su cui l’Alfa Romeo RL ottenne i suoi più grandi trionfi fu la Targa Florio, competizione in cui, nel 1923, conquistò una leggendaria doppietta (con la configurazione spider a due posti). Il vincitore fu Ugo Sivocci e una terza RL si aggiudicò la quarta posizione. La vettura di Sivocci fu la prima ad avere dipinto sul cofano un quadrifoglio verde in campo bianco, che sarebbe poi diventato il segno distintivo delle auto da competizione Alfa Romeo e dei modelli di produzione più sportivi. Sono molti i piloti che hanno conquistato il podio a bordo della RL: da Giulio Masetti ad Antonio Ascari, da Giuseppe Campari al giovane Enzo Ferrari.

L’edizione del 1923 della Targa Florio offrì al pubblico un finale spettacolare. L’Alfa Romeo aveva una formazione composta da cinque RL, guidate da Antonio Ascari (il padre del futuro campione del mondo di F1, Alberto), Giuseppe Campari, Giulio Masetti, Enzo Ferrari e Ugo Sivocci. Al quarto e ultimo giro del circuito delle Madonie, Ascari uscì dalle colline in prima posizione, ma, alla curva della Stazione di Cerda, a circa 200 metri dal traguardo, la sua vettura si fermò bruscamente a causa di un guasto. Con l’aiuto dei meccanici, che in preda all’entusiasmo salirono a bordo della vettura, Ascari riuscì a tagliare per primo il traguardo, tuttavia i commissari gli chiesero di tornare indietro e di finire la gara senza nessuno a bordo. Sivocci, al secondo posto, entrò in azione e si aggiudicò la prima delle dieci vittorie di Alfa Romeo nella Targa Florio, nonché la prima vittoria internazionale del costruttore milanese.

Nella prima edizione della Mille Miglia, nel 1927, Alfa Romeo schierò cinque RL Super Sport, di cui due per il team ufficiale, capitanato da Brilli Peri-Pesenti e Marinoni-Ramponi, e tre con equipaggi privati. Tutte le RL SS si comportarono in maniera eccellente e Gastone Brilli Peri raggiunse Roma in testa, ma fu costretto a ritirarsi all’altezza di Spoleto. Il miglior risultato ottenuto in gara dalla nuova Alfa Romeo RL Super Sport fu il settimo posto assoluto di Mercanti (in gara con lo pseudonimo di “Frate Ignoto”) in coppia con Carlo Sozzi, che ottennero anche il terzo posto nella loro classe. L’altro team privato Gutermann-Munaron concluse la competizione nono sui 77 equipaggi partiti da Brescia.

Il Museo Storico Alfa Romeo

Inaugurato il 24 giugno 2015, in occasione della preview mondiale della nuova Alfa Romeo Giulia, il Museo Storico Alfa Romeo – La macchina del tempo accoglie visitatori provenienti da tutto il mondo ed è aperto tutti i giorni, tranne, il martedì, dalle 10.00 alle 18.00. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito www.museoalfaromeo.com.

Il museo ospita i pezzi più significativi della collezione storica Alfa Romeo ed è il cuore di un vero e proprio brand center dotato di bookshop, caffetteria, Centro Documentazione, tracciato di prova per sfilate di auto storiche, spazi per eventi e show-room di vendita con area delivery, in un legame ideale tra passato, presente e futuro. Inaugurato nel 1976 e visitabile solo su prenotazione, in seguito alla dismissione del sito produttivo e alla conseguente perdita della funzione direzionale del Centro, il museo è stato chiuso nel 2011. Nel quadro del piano di rilancio globale di Alfa Romeo, il Museo di Arese – luogo simbolo della storia aziendale – è stato scelto come fulcro della rinascita del marchio.

Alla fine del 2013 fu chiesto all’architetto Benedetto Camerana di proporre un nuovo progetto che integrasse gli obiettivi della rinascita preservando l’edificio esistente. Il progetto iniziò nell’estate del 2014 e, meno di 12 mesi dopo, FCA Partecipazioni portò a termine un importante progetto di restauro dell’intero edificio.

Il progetto architettonico ha riqualificato la funzionalità del complesso di uffici, adattandolo alle nuove attività e ai flussi previsti di visitatori. L’edificio è caratterizzato da una pensilina rossa che attraversa tutto il complesso e traccia il percorso dal parcheggio al Museo: un nastro rosso che conduce fino all’inizio del percorso espositivo con il nuovo volume della scala mobile. Quest’ultimo elemento, ben visibile dall’autostrada nel suo “rosso Alfa”, è il simbolo della rinascita del Museo: un segno moderno, incastonato nell’architettura degli anni ’70, che risolve il rapporto necessario tra storia e contemporaneo.

Il design del museo evidenzia gli elementi chiave del DNA Alfa Romeo attraverso un’installazione luminosa che attraversa verticalmente l’intero edificio: lampade, parole e icone di stile che prendono vita in un elaborato allestimento su una struttura discendente, simbolo di continuità stilistica e coerenza tecnologica nel tempo.

L’esposizione include i modelli che hanno contribuito non solo allo sviluppo del marchio, ma anche a quello dell’auto in generale. Dal primo modello in assoluto, la A.L.F.A., alla 24 HP, alle leggendarie vincitrici della Mille Miglia, come la 6C 1750 Gran Sport di Tazio Nuvolari, la 8C Touring e la Formula 1 Gran Premio 159 “Alfetta 159” guidata da Juan Manuel Fangio; dalla Giulietta, l’iconico modello degli anni ’50, alla 33 TT12.

L’essenza del marchio è condensata in tre principi: la Timeline, che rappresenta la continuità industriale; la Bellezza, che unisce stile e design; la Velocità, sintesi di tecnologia e leggerezza. A ogni principio corrisponde un piano del Museo.