Un mese fa il Presidente della Repubblica ricordava l’emergenza carceri con queste parole:
“il sistema carcerario (…) è contrassegnato da una grave e ormai insostenibile condizione di sovraffollamento”.
Sottolineava le “condizioni strutturali inadeguate di molti istituti nei quali sono necessari interventi di manutenzione e ristrutturazione, interventi da intraprendere con urgenza nella consapevolezza che lo spazio non può essere concepito unicamente come luogo di custodia ma deve includere ambiente destinati alla socialità, alla fattività, alla progettualità del trattamento”.
Mattarella proseguiva: “E’ drammatico il problema dei suicidi nelle carceri che da troppo tempo non dà segni di arresto: si tratta di una vera emergenza sociale sulla quale occorre interrogarsi per porre fine immediatamente a tutto questo. Deve essere fatto per rispetto dei valori della Costituzione, per rispetto del vostro lavoro e della storia della polizia penitenziaria“.
Ad un mese di distanza da quell’appello non si vedono provvedimenti concreti che l’esecutivo abbia disposto con urgenza per far fronte alla situazione critica evidenziata dal presidente Mattarella. Solo enunciazioni di misure irrealizzabili nell’immediato (10.000 trasferimenti in comunità terapeutiche per tossicodipendenti, 10.000 assegnazioni in misure alternative) e dichiarazioni d’intenti che forse si realizzeranno in un ipotetico futuro (nuove carceri, nuovi posti detentivi in moduli prefabbricati). Nel frattempo le condizioni di vita e di lavoro nelle nostre carceri continuano a peggiorare. Siamo arrivati in questi giorni a 45 suicidi di persone detenute, cui se ne aggiungono 3 di poliziotti penitenziari. L’eccezionale ondata di calore dei giorni scorsi ha inoltre accentuato il malessere dentro agli Istituti, non sufficientemente attrezzati per queste eventualità: vi sono strutture, specie nel sud, in cui addirittura è mancata l’elettricità per più giorni o scarseggia l’acqua! A Padova il Garante e le associazioni di volontariato hanno cercato di contribuire a far fronte al caldo estremo fornendo 135 ventilatori ai detenuti indigenti della Casa di reclusione, grazie ad una generosa donazione fatta dall’Ordine degli Avvocati della città. Tuttavia i problemi strutturali restano, qui come nel resto del Paese, e la situazione estiva dei penitenziari continua a presentarsi difficile, con sovraffollamento cronico (nel Veneto la percentuale media supera il 140% di presenze rispetto ai posti regolari), mentre il personale rimane sotto organico.
Per questo la Conferenza dei Garanti territoriali indice per il 30 luglio una giornata di mobilitazione nazionale, affinché l’appello di Mattarella venga considerato e rilanciato in tutta la sua drammaticità e impellenza.
L’Ufficio del Garante comunale parteciperà alla mobilitazione del 30.






















