Riccardo Bossi, primogenito di Umberto Bossi, è stato arrestato a Busto Arsizio, in provincia di Varese, nella giornata di mercoledì 23 settembre. I carabinieri hanno eseguito un provvedimento di cumulo di pene per complessivi 5 anni e 9 mesi, raggiungendo l’uomo nella sua abitazione e accompagnandolo nel carcere cittadino. La notizia è stata confermata da diverse fonti nella giornata del 24 settembre.
Il provvedimento e il trasferimento in carcere
Il provvedimento è stato firmato dal procuratore della Repubblica di Busto Arsizio, Carlo Nocerino, ed è stato eseguito dai carabinieri.
La detenzione deriva dalla riunificazione di diverse condanne divenute definitive, relative a procedimenti riguardanti fatti collocati nel 2011 e nel 2020. Nel complesso, le pene da espiare ammontano a cinque anni e nove mesi.
Le condanne confluite nel cumulo
Nel provvedimento rientrano condanne per appropriazione indebita, truffa e indebita percezione del reddito di cittadinanza.
Tra le vicende considerate figura una condanna a un anno e otto mesi per appropriazione indebita aggravata, relativa a circa 158 mila euro riconducibili a spese personali sostenute nell’arco temporale compreso tra il 2009 e il 2011.
A questa si aggiunge una pena di nove mesi relativa a una vicenda di truffa e insolvenza fraudolenta.
La condanna sul reddito di cittadinanza
Una parte rilevante del cumulo riguarda inoltre la condanna a due anni e sei mesi per indebita percezione del reddito di cittadinanza.
Secondo quanto riportato dalle fonti giudiziarie e giornalistiche, la vicenda riguarda somme percepite tra il 2020 e il 2023 per un importo complessivo superiore ai 12 mila euro. La condanna è diventata definitiva nel giugno 2026, dopo che la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della difesa.
Resta fuori dal cumulo la condanna per maltrattamenti
Non rientra invece nei cinque anni e nove mesi la condanna a un anno e quattro mesi per maltrattamenti nei confronti della madre.
La sentenza è stata confermata in appello a Milano, ma il procedimento non risulta ancora definitivo: è infatti pendente il passaggio in Cassazione. Per questo motivo la relativa pena non è stata inserita nel provvedimento di cumulo che ha portato all’arresto.
Una vicenda giudiziaria distinta dal ruolo politico del padre
L’arresto riguarda esclusivamente la posizione giudiziaria di Riccardo Bossi e le condanne confluite nel provvedimento di esecuzione della pena.
La vicenda torna così al centro dell’attenzione pubblica anche per il legame familiare con Umberto Bossi, fondatore della Lega. Sul piano strettamente giudiziario, tuttavia, il provvedimento riguarda le responsabilità personali accertate nei diversi procedimenti e le relative sentenze definitive.
Dal provvedimento alle conseguenze detentive
L’esecuzione del cumulo rappresenta il passaggio attraverso il quale diverse pene definitive vengono considerate unitariamente ai fini dell’espiazione.
Riccardo Bossi è stato quindi accompagnato nella struttura penitenziaria di Busto Arsizio, dove dovrà iniziare a scontare la pena complessiva prevista dal provvedimento.






















