Una tragedia che ha profondamente colpito Milano e il mondo delle forze dell’ordine. Francesco Imprezzabile, agente della Polizia Locale, ha perso la vita durante un inseguimento iniziato nella serata di lunedì tra le strade della periferia sud-est del capoluogo lombardo.
L’uomo, in servizio a bordo della propria moto, era intervenuto dopo che un’automobile non si era fermata a un posto di controllo. Durante l’inseguimento è avvenuto il drammatico incidente che si è rivelato fatale.
L’incidente durante l’inseguimento tra Milano e Peschiera Borromeo
Secondo le prime ricostruzioni, tutto sarebbe iniziato intorno alle 21.30 nella zona di Ponte Lambro, quando il conducente di un suv avrebbe ignorato l’alt imposto dagli agenti della Polizia Locale.
Francesco Imprezzabile si sarebbe immediatamente lanciato all’inseguimento del veicolo in fuga percorrendo diversi chilometri fino all’area di Peschiera Borromeo, alle porte di Milano.
Durante la corsa, per cause ancora in fase di accertamento, l’agente avrebbe perso il controllo della moto finendo violentemente sull’asfalto.
I soccorsi sono stati immediati. Trasportato d’urgenza con l’elisoccorso all’ospedale Niguarda di Milano, le sue condizioni sono apparse subito gravissime. Nonostante i tentativi dei medici, il poliziotto è deceduto poco dopo a causa delle lesioni riportate.
Le indagini: si cerca il conducente del suv
L’ipotesi dello speronamento – Gli investigatori stanno lavorando per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto.
Tra le piste al vaglio vi è anche quella di un possibile contatto tra il suv in fuga e la motocicletta dell’agente. Gli inquirenti dovranno stabilire se la caduta sia stata causata da una manovra accidentale oppure da un eventuale speronamento da parte del conducente del veicolo.
Nel frattempo proseguono le ricerche dell’automobilista che, dopo l’incidente, avrebbe fatto perdere le proprie tracce.
L’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza e le testimonianze raccolte nelle ore successive potrebbero risultare decisive per individuare il responsabile.
Chi era Francesco Imprezzabile
La passione per la divisa e il senso del dovere – Francesco Imprezzabile era molto conosciuto e stimato tra colleghi e amici per la dedizione al proprio lavoro.
Sul suo profilo social aveva più volte raccontato il significato che attribuiva alla professione di agente della Polizia Locale. In uno dei suoi ultimi messaggi pubblici aveva definito la divisa come una responsabilità prima ancora che un mestiere, sottolineando il valore del sacrificio, dell’onestà e del servizio alla collettività.
Parole che oggi assumono un significato ancora più profondo e che stanno circolando ampiamente sui social network, dove centinaia di persone stanno esprimendo cordoglio e vicinanza alla famiglia.
Il ricordo di amici e colleghi – Numerosi i messaggi pubblicati nelle ultime ore da amici, colleghi e cittadini.
Molti ricordano Francesco come una persona disponibile, appassionata del proprio lavoro e profondamente legata ai valori del servizio pubblico.
Un dolore che ha coinvolto l’intera comunità della Polizia Locale milanese e tutte le istituzioni cittadine.
Il cordoglio delle istituzioni
Tra le prime reazioni è arrivata quella del presidente del Senato, Ignazio La Russa, che ha espresso il proprio dolore per la tragedia.
Nel messaggio di cordoglio ha sottolineato come ancora una volta un uomo in divisa abbia perso la vita nell’adempimento del proprio dovere, servendo la collettività con senso di responsabilità e spirito di sacrificio.
La Russa ha inoltre rivolto la vicinanza del Senato della Repubblica ai familiari della vittima e a tutti i colleghi della Polizia Locale.
Milano piange un servitore dello Stato
La morte di Francesco Imprezzabile riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza degli operatori impegnati quotidianamente sulle strade italiane.
Mentre le indagini proseguono per chiarire ogni dettaglio dell’accaduto e individuare il conducente del suv in fuga, Milano si stringe attorno alla famiglia dell’agente scomparso e ai colleghi che ne condividono il dolore.
Una vicenda che lascia sgomento e che ricorda il prezzo altissimo che, talvolta, chi indossa una divisa si trova a pagare nell’esercizio del proprio dovere.






















