Un piano orchestrato nei minimi dettagli, che ha colpito una vittima tra le più fragili: una donna di 78 anni, invalida al 100% e costretta sulla sedia a rotelle. La Squadra Mobile di Padova, in collaborazione con i colleghi di Milano, ha individuato e denunciato una giovane di 22 anni, originaria della Campania, ritenuta l’autrice di un odioso raggiro consumatosi giovedì 15 gennaio in zona Terranegra.
Il “metodo della targa clonata”: la trappola scatta al telefono
La truffa è iniziata con una telefonata carica di tensione. Uno sconosciuto ha contattato l’anziana sostenendo che l’auto del marito fosse coinvolta in una rapina in gioielleria a causa di una presunta targa clonata. Con questo pretesto, l’interlocutore ha convinto l’uomo ad allontanarsi urgentemente di casa per recarsi in Questura a fornire chiarimenti.
Rimasta sola, la vittima è stata raggiunta da una seconda chiamata. Il complice, spacciandosi per un pubblico ufficiale, l’ha informata che un’incaricata sarebbe passata a prelevare i gioielli di famiglia per confrontarli con la refurtiva della rapina, promettendone la restituzione immediata tramite il marito.
Gioielli lanciati dal balcone: la fuga verso la stazione
L’anziana, spaventata e confusa, ha seguito le istruzioni: ha raccolto i monili in un sacchetto di plastica e, su richiesta della giovane truffatrice presentatasi sotto casa, li ha lanciati dal balcone. Una volta ottenuto il bottino, la ragazza si è dileguata rapidamente verso la stazione ferroviaria di Padova, salendo su un treno diretto a Milano Centrale.
Il blitz a Milano e il Foglio di Via del Questore
Grazie alla tempestiva segnalazione al 113 da parte della vittima, che ha intuito il raggiro pochi istanti dopo la consegna, gli agenti della Squadra Mobile hanno ricostruito il percorso della sospettata. La descrizione precisa fornita dall’anziana ha permesso ai poliziotti di Milano di intercettare la 22enne appena scesa dal treno. Nonostante la giovane fosse sprovvista della refurtiva al momento del fermo — circostanza che fa ipotizzare la presenza di un complice a cui sono stati consegnati i preziosi durante il tragitto — l’identificazione è stata certa. Oltre alla denuncia alla Procura della Repubblica, il Questore di Padova, Marco Odorisio, ha emesso un foglio di via obbligatorio, vietando alla donna il ritorno a Padova per i prossimi 4 anni.






















