0
Shares
Pinterest Google+

La manutenzione del tram padovano SIR è, ogni anno, sempre impegnativa e non riguarda solo la manutenzione e il reperimento di originali pezzi di ricambio ma anche – dichiara Liliana Gori, portavoce del Comitato No Rotaie a Padova – la sostituzione delle rotaie con rifacimento ex novo della guaina e conseguente pre-pulizia dello scavo di cemento armato che le ospita.

Ogni anno un ulteriore e corposo investimento economico manutentivo che richiede molti giorni di intervento, con grandi disagi al traffico privato, ai bus sostitutivi a causa dell’interruzione totale lungo la tratta interessata e chiusura parziale di pista ciclabile.

In questi giorni gli effetti sono evidenti con il cantiere Stazione-Borgomagno-Arcella che sta causando l’aumento del pericolo per i ciclisti e maggiori responsabilità per gli autisti dei bus che li schivano nelle corsie riservate, aumento di traffico e smog per le deviazioni delle corse per la chiusura del percorso SIR1. Gestione e sostituzione rotaie sono –prosegue Liliana Gori – in possibile crescita a causa dell’aumento delle materie prime, oltre gli annosi disagi per i passeggeri che devono talvolta scegliere tra il “trattore da soma” e l’uso del mezzo privato.

Da lunedì 9 agosto il tram non circolerà nel percorso Stazione-Guizza e fino al 14 agosto, ancora bus sostitutivi, nuovi disagi e ulteriore contributo all’inquinamento cittadino per i noti problemi padovani.

Non osiamo pensare cosa potrebbe accadere nel tratto Stazione-Voltabarozzo, lungo Via Piovese, la congiunzione Voltabarozzo-Roncaglia, il Parco Iris, l’Ospedale Centrale, area stazione, Via Gozzi e non solo. Tutto ciò per un costoso tram obsoleto, vincolato ad una paleolitica rotaia cittadina mentre filobus elettrici o bus elettrici eviterebbero – aggiunge Liliana Gori – tali disagi favorendo la riduzione significativa dei costi di gestione, l’inquinamento e snellirebbero il trasporto pubblico, senza novecentesche interruzioni da cantiere.

Le foto immagini sono eloquenti, non lasciano ombra di dubbio: il SIR3 – conclude Gori – è anti-economico, eccessivamente impattante e meno rispettoso dell’ambiente.